Giovedì, 09 Dicembre 2021
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L'APPELLO

Elettrificazione sulla linea ionica, Abate: «Il ministero intervenga il prima possibile»

La senatrice del Gruppo Misto: "Bisogna necessariamente invertire la rotta e spero di ottenere una risposta alla mia interrogazione in breve tempo per definire con chiarezza tempi e modi"

"In questi giorni ho inviato, secondo quanto previso dal regolamento del Senato, un sollecito di richiesta di risposta alla mia interrogazione (Atto Senato numero 4-04658) sui lavori di elettrificazione della linea ferroviaria jonica che avevo presentato al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Al suddetto dicastero avevo chiesto se e come intenda attivarsi per intervenire in merito alla generale situazione di stallo sia degli interventi. Ho sollecitato la stessa perché, nel frattempo, ci sono stati anche una serie di avvicendamenti al vertice del Ministero".

E' quanto afferma in una nota la senatrice Rosa Silvana Abate (Gruppo Misto Capogruppo Commissione “Questioni Regionali” e Capogruppo Commissione “Agricoltura”).

"I lavori di elettrificazione della tratta Sibari (CS) – Catanzaro Lido (CZ), lunga 172,48 chilometri, hanno avuto inizio il 30 agosto 2018 con la posa dei primi pali tipo LS nella stazione di località Corigliano di Corigliano-Rossano (CS) e dovrebbero concludersi entro il 2023. Per l’opera, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha investito 150 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 350 milioni per il rinnovo dell’armamento, soppressione di numerosi passaggi a livello presenti sul tracciato e rinnovamento delle stazioni. Il tempo passa ma la morsa delle criticità e dei ritardi per la realizzazione dell'opera non si allenta e le risposte continuano a non arrivare. A oltre due anni e mezzo dalla posa del primo palo dell'elettrificazione in corso di realizzazione lungo la suddetta tratta, in effetti, il cronoprogramma non soddisfa le iniziali tempistiche previste e, ad esempio, l'idea di un prolungamento della Frecciargento Sibari-Bolzano, fino a farlo diventare un comodo collegamento verso il Nord anche per Crotone e Melito Porto Salvo (RC), al momento, non esiste o si è ben lontani dal realizzarlo.

Solo in estate, dopo diversi mesi di interlocuzione da parte mia, c’era stato lo sblocco dei lavori per l’installazione della palificazione sulla tratta Sibari–Corigliano da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Abap) per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone.

Così come ancora bisogna giungere alla conclusione dei lavori di messa sotto tensione delle tratte Sibari–Crotone e Catanzaro Lido–Lamezia Terme Centrale, dove non sussiste alcuna criticità, e dove ancora è in corso la progettazione delle sottostazioni elettriche ed il relativo interfacciarsi tra RFI ed i Comuni interessati e non si sa quando questa interlocuzione e questa fase di programmazione volgeranno al termine.

La progettazione delle sottostazioni elettriche è proprio un chiaro caso di come i lavori non partano neppure dove sussistono i finanziamenti e non ci sono criticità, mentre per la tratta che da Catanzaro Lido porta a Melito Porto Salvo bisogna ancora reperire le risorse economiche mancanti per far partire la seconda fase degli interventi. Al Ministro ho chiesto se sia al corrente di questi ritardi nell’elettrificazione sia in merito alla progettazione delle sottostazioni elettriche. Al dicastero ho chiesto, soprattutto, se siano stati reperiti i fondi mancanti per il completamento dell’opera e se esista un cronoprogramma aggiornato per i suddetti interventi visto che la conclusione dei lavori entro il 2023 appare essere ormai una chimera piuttosto che tempistica reale e basata su dati oggettivi.

Dopo il tanto dire degli scorsi mesi è ora di passare dalle parole ai fatti. La Calabria, regione trattata atavicamente come ultima ruota del carro, attende queste importanti opere, alta velocità compresa, da decenni e le lungaggini, gli annunci privi di alcun contenuto non convincono più nessuno. La ferrovia jonica, in particolare, è una delle poche tratte ferroviarie italiane, con posizione strategica per lo sviluppo dell’intera area che attraversa, a non essere elettrificata. E mentre altrove si progetta l’alta velocità, sulla costa jonica calabrese ancora si fatica a completare l’elettrificazione. Bisogna necessariamente invertire la rotta e spero di ottenere una risposta alla mia interrogazione in breve tempo per definire con chiarezza tempi e modi".

 

 

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