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Calabria “dimenticata” nel Recovery, scudo dei sindaci

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Dopo la beffa della sparizione dell’Alta velocità ferroviaria dal Recovery plan, gli amministratori locali alzano la voce
Giuseppe Falcomatà, maria limardo, Mario Occhiuto, Sergio Abramo, vincenzo voce, Calabria, Politica
Il porto di Gioia Tauro

I sindaci dei cinque capoluoghi di provincia scendono in campo a difesa della Calabria. Il Recovery plan approvato in Consiglio dei ministri, che sostanzialmente “archivia” l’Alta velocità ferroviaria e “dimentica” porto di Gioia Tauro e Ponte sullo Stretto proprio non va giù ai primi cittadini delle principali città. Nell’ultima bozza esaminata dal governo si parla di «estendere l’Alta velocità al Sud, lungo la direttrice Napoli-Bari che viene conclusa, e di massima velocizzazione della Salerno-Reggio Calabria». In buona sostanza, se tutto andrà bene, si provvederà a potenziare l’attuale linea ferroviaria tirrenica.

I sindaci in trincea

Per il primo cittadino di Catanzaro, Sergio Abramo, «bisognerebbe avviare rapidamente un confronto con i nostri parlamentari per capire quante risorse verranno realmente destinate al Sud, visto che finora siamo stati sistematicamente penalizzati». Si dice «deluso» e «amareggiato» anche il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, secondo il quale «non è sufficiente parlare soltanto di adeguamento della linea esistente. È grave, inoltre, che siano stati completamente dimenticati la Statale 106 e il Ponte sullo Stretto. Se non si realizza ora quest’opera, quando sarà?». Invoca un’azione sinergica, invece, Maria Limardo, che guida l’amministrazione comunale di Vibo Valentia: «Avevo suggerito in tempi non sospetti di concentrare i fondi Ue per realizzare l’Alta velocità in Calabria». Altrettanto pessimista Vincenzo Voce, primo cittadino di Crotone: «Servono opere e progetti cantierabili, inutile perdersi in sterili discussioni e andare dietro ad annunci». L’unico cauto è il dem Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria: «Prima di emettere “sentenze” vediamo se il testo sarà migliorato dopo l’esame in Parlamento. Questo governo ha già approvato il Piano Sud 2030 che è una buona base di partenza».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

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