Sabato, 25 Settembre 2021
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ELEZIONI

Regionali Calabria, Bevacqua: Spirlì prigioniero della maggioranza

«Questa data del 14 febbraio non ha alcun appiglio nella ragionevolezza ma soltanto in una inconfessabile ma evidente volontà di lucrare su un evento tragico, senza minimamente curarsi delle conseguenze derivanti dai tempi di emergenza pandemica che stiamo vivendo»
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Mimmo Bevacqua

«Il presidente Spirlì dica ai calabresi che è prigioniero dei consiglieri di maggioranza e per questo è confuso: si capirebbe meglio quello che sta accadendo». È quanto dichiara Mimmo Bevacqua dopo aver ricevuto dal presidente facente funzioni una pec di risposta alla lettera inviata dai consiglieri di minoranza, i quali chiedevano di riflettere sull'opportunità di rinviare le elezioni regionali. «Nella sua nota – continua Bevacqua - il presidente facente funzioni afferma che tutti i capigruppo erano d’accordo con la data poi stabilita: si dà il caso che uno dei capigruppo sia il sottoscritto e so benissimo di avere illustrato sempre, a chiare lettere, in tutte le sedi istituzionali e sulla stampa, le ragioni di buon senso e di elementare precauzione sanitaria che avrebbero dovuto indurre a posticipare la data. L’unica replica istituzionale che ricordo è stata il silenzio: ora si aggiunge una risposta pilatesca. Nella medesima nota – aggiunge Bevacqua - il presidente, prima ci informa di essersi rivolto ai ministeri Interno e Affari Regionali per capire come garantire la sicurezza (!) delle operazioni di voto, poi ribadisce che, a suo insindacabile parere, il Comitato Tecnico Scientifico nazionale non ha competenza per fornire indicazioni sulla possibilità di svolgere o meno competizioni elettorali. E allora, mi chiedo: con chi dovrebbero consultarsi i ministeri? Con i maghi e gli indovini?. La verità – conclude Bevacqua – è che questa data del 14 febbraio non ha alcun appiglio nella ragionevolezza ma soltanto in una inconfessabile ma evidente volontà di lucrare su un evento tragico, senza minimamente curarsi delle conseguenze derivanti dai tempi di emergenza pandemica che stiamo vivendo. Per tutto questo, c’è una sola parola adatta: irresponsabilità».

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