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Elezioni in Calabria, chiesti il rinvio e l'eliminazione dello sbarramento

I gruppi che fanno parte di DemA - Calabria chiedono che le elezioni siano rinviate per permettere lo svolgimento di una campagna elettorale aperta e che la prossima Giunta elimini lo sbarramento perché tutti e tutte abbiano la giusta rappresentanza

Durissimo intervento dei gruppi "demA – Calabria", "Rinascita per Cinquefrondi" e "La Strada – Reggio Calabria" sul clima politico che si respira ormai da troppo tempo in Calabria. Sotto lo slogan "Portiamo la sana e vera politica nella Regione" i rappresentanti dei gruppi spiegano che "L’istituzione regionale in Calabria è un disastro: massondrangheta e collusioni; gestione scellerata della sanità, dei rifiuti, della formazione; trasporti e viabilità indegni di un paese civile; politiche per il lavoro, la cultura e il turismo totalmente inesistenti;  dissesto idrogeologico di cui si parla senza interventi concreti; gestione fallimentare dell’acqua pubblica senza alcun controllo, tranne quello clientelare, sulla Sorical; nessuna lotta alle disuguaglianze e alla violenza contro le donne".

Per questo i tre gruppi chiedono che si levi un grido di rabbia e di riscatto attraverso un megafono virtuale in tutte le piazze calabresi, descrivendo l'attuale politica come una "fortezza che per preservare se stessa fissa le elezioni al 14 febbraio e mantiene all’8% lo sbarramento di accesso al consiglio regionale, negando di fatto il confronto democratico e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine. Vogliamo che le elezioni siano rinviate per permettere lo svolgimento di una campagna elettorale aperta e non di apparato con le solite promesse inutili, vogliamo che la prossima Giunta elimini lo sbarramento perché tutti e tutte abbiamo la giusta rappresentanza".

DemA - Calabria, parte del movimento politico fondato da Luigi de Magistris, rivendica di essere prima che un gruppo politico, un insieme di donne e uomini calabresi, nati in ospedali fatiscenti, affamati di studio e poi di lavoro, spesso con una valigia già pronta accanto alla porta di casa, noi "moriremo di malasanità, per incidenti sul lavoro o sulle strade, moriremo più giovani rispetto al resto dei nostri connazionali, perché la nostra aspettativa di vita è più bassa. Tutto questo - aggiungono - è insostenibile. L’indignazione non è più sufficiente: può e deve trasformarsi in occasione di riscatto per la nostra terra, come dimostrano tante esperienze in tutta la Calabria".

"Pretendiamo - concludono - che chi si candida a Presidente restituisca dignità alle istituzioni, che coinvolga la cittadinanza e dia il giusto valore alla miriade di energie sane e positive che sono rimaste fino ad ora inascoltate. Pretendiamo che vigili sulle risorse del recovery fund ed eviti l’ennesimo scippo di soldi pubblici alla Calabria come è stato col federalismo fiscale e come rischia di essere se sarà attuata l’autonomia differenziata. Chi si candida alla Presidenza della Regione deve essere una persona integra, la cui esperienza di vita sia non solo estranea, ma rifiuti e contrasti nel modo più netto e totale ogni forma di collusione e compromesso con la massondrangheta e con le logiche clientelari. Una persona che coniughi intransigenza e progressismo, perché dove la disuguaglianza è forte, la mafia attecchisce con più facilità. Non bastano gli arresti e i tribunali, occorre costruire lavoro, equità e giustizia sociale. O così, oppure non si cambia. Ora è il momento del coraggio.  Noi meritiamo questo riscatto. Lo meritano i cittadini e le cittadine calabresi, lo merita questa nostra terra. Siamo disponibili a parlare, confrontarci, incontrarci con chi, come noi, ha deciso di dire basta ad un sistema che mortifica ogni sforzo di cambiamento".

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