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LA NOTA

Corbelli (Diritti Civili): "La Calabria adotti il modello Trentino per riaprire i locali"

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Franco Corbelli

“Chiedo al Presidente f.f. , Spirlì, di adottare subito anche in Calabria il cosiddetto ‘modello Trentino’ e di posticipare la chiusura di ristoranti, bar, pub, pizzerie, pasticcerie e gelaterie dalle ore 18 alle 22. Un provvedimento che sta per adottare anche la Regione Sicilia e che diversi consiglieri regionali sardi hanno chiesto anche in Sardegna. La Calabria, dove l’emergenza coronavirus ad oggi non è per fortuna così drammatica come in altre regioni, non perda altro tempo, per cercare di scongiurare che la situazione degeneri e limitare in qualche modo i danni devastanti che l’ultimo Decreto del Governo sta purtroppo arrecando a queste ed altre attività produttive, già pesantemente colpite dal lockdown”.

E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che sottolinea come “la Calabria paga purtroppo un prezzo alto per la improvvisa scomparsa della Presidente Santelli che, in un momento così delicato e drammatico, priva la Regione di una guida istituzionale autorevole, decisionista e legittimata dal voto democratico”. “Chiedo come mai il Presidente f.f. e la Giunta regionale non abbiano ancora intrapreso nessuna iniziativa per far fronte alla situazione drammatica dei ristoratori e di altre categorie. Non basta certo limitarsi a una dichiarazione critica di questi provvedimenti bisogna invece porre in essere misure alternative sia pure entro quei limiti che la legge e il decreto consentono. E in questa direzione vanno gli atti adottati , ad esempio, dal Trentino e che stanno per porre in essere anche in Sicilia e Sardegna, con la posticipazione degli orari di chiusura di questi locali di ristorazione dalle 18 alle 22. Non bastano certo i preannunciati provvedimenti di ristoro per queste categorie, annunciate dal Governo".

"Per evitare il loro fallimento bisogna solo farli stare aperti e farli lavorare. Sono certo che se ci fosse la Governatrice Santelli non avrebbe esitato un attimo a intervenire posticipando la chiusura di questi locali. Ricordo che non a caso Jole è stata la prima Presidente di Regione in Italia a sfidare tutti, ad aprire, a maggio, proprio bar e ristoranti, anticipando di due settimane le decisioni del Governo che arrivò addirittura ad impugnare davanti alla Corte Costituzione l’ordinanza della Santelli. Nonostante le critiche e l’opposizione dell’Esecutivo la Santelli è andata avanti. I fatti le hanno poi dato ragione. Oggi manca proprio questo decisionismo, questa autorevolezza e coraggio di assumere, come fece Jole, atti anche in contrasto con le disposizioni governative ma, restando sempre nell’alveo della Legge e della Costituzione, nell’interesse esclusivo dei cittadini, delle piccole e medie imprese e delle diverse categorie dei lavoratori”.

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