Martedì, 27 Ottobre 2020
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IL CASO

Consiglio regionale della Calabria: la Procura acquisisce gli atti di due nomine

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Consiglio della Regione Calabria

Su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la polizia giudiziaria ha acquisito tutti gli atti relativi alla nomina del direttore e segretario generale reggente del Consiglio regionale della Calabria.

In attesa delle procedure di selezione per questo ruolo, con due delibere del 26 giugno, il presidente del Consiglio Domenico Tallini ha prima modificato il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi e poi ha assegnato l’incarico di segretario reggente all’avvocato Maria Stefania Lauria, già dirigente del settore segreteria e assemblea del Consiglio.

Al momento nell’inchiesta non ci sono indagati e i pm stanno valutando se ci sono ipotesi di reato e se sussistono elementi per avviare un’inchiesta.

Proprio sulla nomina dell’avvocato Lauria, inoltre, il 16 settembre scorso gli ispettori del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno inviato una richiesta urgente di informazioni all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Nella nota, a firma del viceprefetto Luciana Coretto, si fa riferimento a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento Cinque Stelle Alessandro Melicchio e a «notizie stampa - si legge - che riferiscono di possibili irregolarità per la mancata nomina a reggente del dirigente più anziano, come da prassi, al fine di evitare disparità di trattamento tra quest’ultimi, nonché per la mancata pubblicazione sul sito istituzionale della manifestazione di interesse per ricoprire l'incarico conferito ad interim».

Nonostante sul sito istituzionale dell’Ente, infatti, non sia comparsa alcuna manifestazione di interesse, nella delibera acquisita dalla magistratura c'è scritto che è stato «valutato nell’ambito della disponibilità delle risorse interne, il curriculum del dirigente Maria Stefania Lauria, la cui competenza ed esperienza sono ritenute idonee per l’affidamento temporaneo delle attività, le funzioni, le competenze e relative assunzioni di responsabilità affidate al Segretario generale ed al Direttore generale».

Secondo il deputato Melicchio, sarebbe stata violata la normativa che, per le selezioni, impone di acquisire la disponibilità di dirigenti interessati e di valutarle.

«Nella missiva con cui il Gabinetto del Ministero della Funzione Pubblica chiede «di fornire con la massima urgenza, tutti gli elementi necessari" sulla nomina ad interim del segretario/direttore del Consiglio Regionale non è contenuta alcuna 'messa in mora' e men che meno nessuna 'censura'. Semplicemente, c'è una richiesta di informazioni e di documentazione, sulla base  dell’interrogazione che l’on. Melicchio e l’on. Nesci hanno indirizzato alla ministra Fabiana Dadone che i due deputati definiscono giustamente 'nostra' appartenendo essa al loro stesso Movimento». E’ quanto afferma, in una nota, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini.

«Ho sempre sostenuto - aggiunge Tallini - che l’iniziativa parlamentare, sia pure strumentale, è sempre legittima. Ho anche detto che un’eventuale ispezione ministeriale, che per la verità non mi pare sia stata disposta, ci avrebbe trovati pronti non solo ad una doverosa collaborazione con gli organi governativi, ma soprattutto ad una profonda operazione di verità su quanto avvenuto negli ultimi anni nel sistema burocratico del Consiglio regionale. Nella documentazione che invieremo al Ministero e alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria si potranno verificare le precise responsabilità di chi, per lungo tempo, ha omesso di bandire le selezioni pubbliche per la copertura dei ruoli di segretario generale e direttore generale dell’Ente e degli incarichi di settore dati ad interim e mantenuti per oltre cinque anni senza che nessuno si indignasse. Senza contare le due macro strutture anch’esse rette ad interim per diversi anni dal direttore generale che ha preceduto la dottoressa Lauria e assegnate senza alcun avviso pubblico».

«Ribadisco - dice ancora il presidente Tallini - la legittimità e la necessità della nomina ad interim dell’avv. Maria Stefania Lauria, nonché la volontà di questo Ufficio di Presidenza di portare avanti un’azione di profonda trasformazione dell’apparato burocratico del Consiglio regionale, fino ad oggi piegato a logiche verticistiche e padronali che hanno impedito per anni ogni ricambio e ogni occasione di crescita per i professionisti dell’Ente. Nel quadro di questa azione, saranno varati i bandi per la copertura dei ruoli apicali che saranno aperti, per la prima volta, a professionalità e competenze esterne, in modo da alzare l'asticella della qualità amministrativa e garantire la più ampia partecipazione».

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