Sabato, 11 Luglio 2020
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IL DIBATTITO

Consiglio regionale Calabria, l’opposizione non entra in Aula: convalidata elezione assessori

Sono iniziati, con oltre 4 ore di ritardo rispetto all’orario prefissato, le 12,00, i lavori del Consiglio regionale della Calabria, chiamato ad affrontare 18 punti all’ordine del giorno. All’avvio della seduta non hanno partecipato i gruppi dell’opposizione di centrosinistra, in segno di protesta per la vicenda delle Commissioni, le cui presidenze sono andate tutte alla maggioranza di centrodestra.

Sono stati ritirati i primi sette punti all’ordine del giorno, la presa d’atto delle dimissioni del vicepresidente in quota minoranza e l’elezione del nuovo vicepresidente della prima, terza, quarta, quinta, sesta Commissione permanente, della Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta e della Commissione sociale di Vigilanza. Il ritiro dei sette punti è stato deciso alla luce dell’assenza dall’aula dell’opposizione di centrosinistra, non presente all’avvio dei lavori del Consiglio regionale in segno di protesta per la vicenda delle Commissioni, le cui presidenze sono andate tutte alla maggioranza di centrodestra nella seduta dello scorso 12 giugno: i nuovi vicepresidenti saranno quindi designati all’interno delle stesse Commissioni.

A proporre questa soluzione è stato il capogruppo della Casa delle Libertà, Baldo Esposito: «Perde significato discutere questi puntio, che per l’assenza dei colleghi dell’opposizione decadono. Il 12 giugno abbiamo fatto tutto legittimamente, come hanno attestato anche i pareri degli uffici del Consiglio regionale. Oggi - ha sostenuto Esposito - avevamo inserito l’ordine del giorno sulle vicepresidenze perchè, a partire dal presidente del Consiglio regionale Tallini, volevamo inviare il messaggio della ripresa di un dialogo con l’opposizione. Chiediamo quindi di voler istituire e formalizzare l’istituto delle Commissioni. Ci sono state responsabilità bipartisan per una paralisi oggettivamente senza precedenti. ma ora sia eliminata al più presto proprio nel lavoro delle Commissioni. Auspichiamo che l’atteggiamento dell’opposizione si modifichi e che indichino componenti dei Commissioni, chiedendo al presidente Tallini di attivare i poteri sostitutivi di indicazione dei componenti delle Commissioni se l’opposizione dovessero reiterare nell’impasse».

A sua volta, il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, ha ricordato che «abbiamo fatto tutti gli sforzi per ricucire lo strappo, forti di un parere che attestava la legittimità della procedura, e abbiamo riportato in aula la proposta della rielezione dei vicepresidenti per ripristinare la dignità della minoranza. La minoranza ha ritenuto di non onorare questo passaggio con la propria presenza, per questo noi rimandiamo le proposte di rinnovo delle vicepresidenze, in ottemperanza al nostro regolamento, all’interno delle commissioni, e solleciteremo l’indicazione dei nomi dei componenti delle Commissioni».

«Spero - ha sostenuto Tallini - che tutto possa avvenire nella piena collaborazione: non possiamo dare l’idea di un Consiglio rissoso e però fermo, tutti, a partire da noi della maggioranza, abbiamo l’obbligo di andare avanti». Dopo l’intervento di Tallini, sono rientrati in aula i gruppi dell’opposizione. A parlare è stato il capogruppo del Misto, Francesco Pitaro, per il quale «nella vicenda delle Commissioni ci sono un problema politico, e cioè la maggioranza, pur creando una nuova commissione per trovare propri equilibri interni, non ha voluto attribuire la Vigilanza all’opposizione nonostante una prassi consolidata, ed è anomalo e grave che la maggioranza voglia auto-vigilarsi".

"Poi - ha rilevato Pitaro - c'è un problema giuridico, cioè la violazione del regolamento del Consiglio regionale, per il quale prima di eleggere i presidenti delle Commissioni i gruppi devono designare i propri componenti nell’opposizione. Abbiamo depositato un’istanza in cui chiediamo al ministero dell’Interno, degli Affari regionali e ai prefetti per fare luce su tutta la procedura, e abbiamo chiesto alla Giunta per il regolamento, peraltro ancora non insediata, di esprimersi sulla procedura. Rinnoviamo la richiesta di rivotare l’intero Ufficio di presidenza delle Commissioni».

Il Consiglio regionale della Calabria ha convalidato l’elezione dei consiglieri regionali, eletti il 26 gennaio scorso, e degli assessori regionali sui cui la Giunta delle elezioni ha completato l’esame di eventuali situazioni di ineleggibilità e di incompatibilità. Erano tre, in particolare, le posizioni su cui nelle ultime settimane la Giunta delle elezioni ha effettuato un approfondimento, quelle relative ai consiglieri regionali Pietro Molinaro (Lega), Luca Morrone (Fratelli d’Italia) e Domenico Creazzo (Fratelli d’Italia), quest’ultimo peraltro già sospeso dalla carica per il suo coinvolgimento nell’inchiesta «Eyphemos» della Dda di Reggio Calabria: nella seduta tenuta questa mattina prima del Consiglio regionale, la Giunta delle elezioni ha riscontrato la regolarità della loro elezione.

Nei mesi scorsi, da parte di candidati non risultati eletti sono stati presentati ricorsi che contestavano ai tre consiglieri regionali una presunta incompatibilità per non aver rassegnato le dimissioni da incarichi legati a vario titolo alla Regione nei termini consentiti dalla legge per candidarsi. Nell’odierna seduta, la Giunta delle elezioni ha preso atto di un parere tecnico dell’Ufficio area giuridica del Consiglio regionale, parere dal quale non emergono condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità di Molinaro, Morrone e Creazzo, convalidandone all’unanimità l’elezione. La loro elezione è stata quindi convalidata dall’aula del Consiglio regionale. La convalida dell’aula inoltre ha riguardato anche gli altri consiglieri regionali eletti il 26 gennaio scorso e gli assessori regionali attualmente in carica.

A conclusione dei lavori sono state approvate sette proposte di legge e tre proposte di provvedimento amministrativo. Tra le proposte di legge approvate dall’aula, il provvedimento, a firma dei consiglieri regionali Pietro Molinaro (Lega), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Nicola Paris (Udc) e Vito Pitaro (Jole Santelli Presidente), che prevede di prorogare, al 31 dicembre 2021, la possibilità di «integrare le autorizzazioni all’esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani».

A concludere, l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo: «La Giunta Santelli sta dando un segnale una discontinuità rispetto al passato, a esempio nominando l’assessore De Caprio e non firmando l’ordinanza in favore di una discarica privata. Questa proroga - ha rimarcato Gallo - è importante per dare risposte immediate alle problematiche esistenti e creare le basi per la discontinuità, che richiede tempo».

Il Consiglio regionale, inoltre, ha approvato anche la proposta di legge, a firma del consigliere Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), che, «esclusivamente per la stagione balneare 2020 e su richiesta dei titolari di concessione», consente ai Comuni di «concedere un’estensione» fronte-mare degli stabilimenti balneari «sino al massimo del 30% di quello relativo alla concessione demaniale in essere, nel rispetto di particolari condizioni": questa proposta di legge è motivata dall’esigenza - si legge nella reazione - «di contenere gli effetti socio-economici sul territorio calabrese che scaturiscono dalle emergenze sanitarie ed epidemiologiche da Covid-19».

Perplessità su questa proposta di legge sono state espresse dal consigliere di «Io Resto in Calabria», Graziano Di Natale, per il quale «il provvedimento nasce senza il confronto con gli operatori balneari e con le associazioni ambientaliste e rischia di pregiudicare la balneazione libera», mentre il capogruppo del Pd, Domenico Bevacqua, ha invitato la maggioranza a «spiegare con chiarezza i termini del provvedimento": in difesa della proposta, invece, per la maggioranza il consigliere Vito Pitaro (Jps) e Filippo Mancuso (Lega).

L’aula ha poi approvato, tra gli altri provvedimenti, una proposta di legge in tema di servizi educativi presentata da Tilde Minasi (Lega) e Flora Sculco (Democratici Progressisti), una proposta di legge in tema di modifica del «Piano Casa», presentata da Pierluigi Caputo (Jole Santelli Presidente) e Antonio De Caprio (Forza Italia), e una proposta di legge, di iniziativa di diversi consiglieri di maggioranza, che proroga al 31 dicembre 2021 la conclusione della procedura di liquidazione delle Comunità Montane.

 

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