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Coronavirus, Talarico: i fondi Ue per far ripartire la Calabria, risorse per 750 milioni

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Franco Talarico

Assessore Franco Talarico, la manovra che sta per approdare in Consiglio regionale ha vincoli strettissimi. I fondi liberi sono soltanto il 10 per cento del totale. Così è difficile immaginare una ripartenza.

«È vero, su un bilancio di 7,5 miliardi solo 750 milioni sono le risorse libere. Ormai una situazione abituale per nostra Regione. Quest’anno inoltre abbiamo ereditato una situazione più complicata rispetto al passato. Il Bilancio di previsione non è stato approvato dal governo precedente entro il 31 dicembre e siamo in esercizio provvisorio. E tuttavia siamo riusciti a ridurre la spesa corrente con tagli su diversi capitoli e dobbiamo continuare su questa strada. Desidero ringraziare per il lavoro la struttura del Bilancio guidata dal dg Filippo De Cello».

Come si può affrontare in queste condizioni una situazione resa complicata dall’emergenza sanitaria?

«Con il bilancio si sono realizzate una serie di economie recuperando delle risorse che saranno destinate alla ripresa economica per fronteggiare il coronavirus. Si tratta di circa 20 milioni derivanti dal risparmio sulla spesa corrente delle rate dei mutui e anche da donazioni da privati che voglio ringraziare per la loro generosità . Ovviamente, però, non può essere questo lo strumento per affrontare una crisi economica di tale portata e che non ha precedenti. Evidentemente servono risposte straordinarie e aiuti straordinari da parte del governo nazionale e dell’Ue. Dobbiamo impiegare i fondi Ue rapidamente per dare sostegno alle imprese e alle famiglie che vivono in una condizione di gravissime difficoltà e il programma “Riparti Calabria” voluto fortemente dalla presidente Santelli va in questa direzione».

Quali strategie intende mettere in campo la Regione per recuperare l'enorme credito vantato nei confronti dei Comuni per il servizio idropotabile e i rifiuti?

«È necessaria una premessa. La Regione non può essere più essere vista come un ente "tappabuchi" o un “bancomat”, così come purtroppo è stata considerata nel passato. La Regione deve rispettare il pareggio di bilancio ed sottoposta ai severi controlli dei revisori dei conti, della Corte dei Conti e del Mef. I tributi locali non pagati dai Comuni sono pari a quasi 600 milioni e indeboliscono in maniera grave i conti della Regione. Ovviamente i Comuni non devono essere lasciati da soli, serve attenzione anche da parte del governo nazionale. Ma la Regione non può garantire più servizi senza ottenere i relativi pagamenti».

In un periodo in cui sono richiesti sacrifici a tutti, quali sono le misure per contenere i costi della politica?

«Guardi in questo bilancio ci sono dei tagli alle spese di funzionamento della Giunta e del Consiglio e dobbiamo continuare sulla strada del contenimento proprio per le ragioni che dicevo prima. Serve buon senso da parte di tutti e un esame attento dei costi della macchina regionale che sappia distinguere i costi della democrazia da quelli della politica».

A lei è stata assegnata anche la delega al Personale: su quali direttrici si muoverà la riforma della burocrazia regionale?

«Qualsiasi governo dotato delle più nobili intenzioni e delle migliori idee se non ha una squadra che attua rapidamente quanto deciso non riesce a dare risposte. Il principio sul quale deve basarsi una riforma seria è uno solo: la meritocrazia».

Quanti saranno i dipartimenti della Regione alla fine di questo processo di riorganizzazione?

«Ancora non abbiamo deciso il numero preciso e la discussione è in corso. Sicuramente opereremo una riduzione. La Giunta ha dato mandato al dipartimento per fare una proposta entro 15 giorni per organizzare al meglio la macchina burocratica. L’obiettivo è quello di ridurre il superfluo, premiando competenza e merito. In questi giorni, assieme alla governatrice, mi sono dedicato a leggere i curriculum di tanti dirigenti spesso sottovalutati, e devo dirle che ci sono dipendenti che hanno ottime competenze».

Di che stato di salute gode l’Udc, il partito di cui è segretario a livello calabrese. I malumori seguiti al suo ingresso in Giunta sono stati appianati?

«L’Udc gode di buona salute. Il risultato del 7% ottenuto alle Regionali è tra i più alti d’Italia. Un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione e che è stato raggiunto grazie all’impegno profuso da tutti i candidati. A me non risultano mal di pancia, ma soltanto un normale confronto interno ad un partito. Intanto lavoriamo per il bene di questa terra con lealtà al fianco della presidente Santelli sia in Giunta che in Consiglio».

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