Martedì, 18 Febbraio 2020
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"Dal Comune di Sersale alla Cittadella", protesta Csa-Cisal per il decreto last-minute

L’attività della Regione Calabria, nelle ultime settimane, è stata indubbiamente condizionata dalla fase transitoria dovuta alle elezioni che si svolgeranno domenica 26 gennaio. Nonostante questo, proprio nell’ultimo giorno utile, venerdì 24 gennaio, è arrivata una “zampata” dell’Amministrazione uscente. Così, il sindacato Csa-Cisal racconta quello che definisce: «Il classico colpo di coda per sistemare qualche fortunato approfittando della “distrazione” per la campagna elettorale».

L’ULTIMO DECRETO Il 10 luglio scorso viene approvato un avviso pubblico di mobilità esterna. «L’amministrazione – spiega il sindacato CSA-Cisal – cercava 4 funzionari amministrativi (finanziari) da immettere nei ruoli regionali attingendo da altre pubbliche amministrazioni. La selezione arriva a compimento quasi a fine dicembre. La graduatoria di merito viene infatti approvata con il decreto 16862 del 23 dicembre 2019. Tra Natale e Capodanno, il 30 dicembre, un dipendente già precedentemente in distacco del comune di Sersale approda definitivamente in Regione come istruttore direttivo contabile. Ma il salto è ancora più alto. Dal comune di Sersale, il dipendente non solo ottiene una scrivania in Cittadella ma viene pure “piazzato” nella struttura del direttore generale di dipartimento “Bilancio, Patrimonio e Finanze”. Il “premio” a questo dipendente viene infiocchettato appunto con un decreto (il numero 504) del 24 gennaio. L’ultimo giorno “lavorativo” dell’Amministrazione uscente. Un atto peraltro scritto in fretta e furia. Nel decreto è evidente l’utilizzo di un format (copia-incolla da altri) che andava rivisto meglio e parrebbe contenere pure un errore sulla data di cessazione dall’incarico». Una svista che – secondo il sindacato – sarebbe stata dettata «dalla fretta di sistemare la faccenda entro l’ultimo giorno utile. Probabilmente qualcuno aveva timore che uscisse fuori la strana tempistica della procedura». E così, il dipendente, di un comune che peraltro ha un bilancio infinitamente inferiore a quello della Regione Calabria, arriva fino alla struttura di un direttore generale della Regione nemmeno in un mese: «Un record o qualcosa di sospetto? – si chiede il sindacato – Dipende dai punti di vista. Possibile che il dg del dipartimento “Bilancio” e il nuovo dirigente del settore “Gestione Giuridica del Personale” si siano piegati a questa logica della “velocità”, dove tutto sembra esserci meno che il riconoscimento della meritocrazia e delle capacità. Il dg del “Bilancio” non avrebbe fatto meglio ad attendere l’insediamento della nuova Giunta prima di formalizzare il decreto? E maggiore accortezza su questi atti – si chiede il sindacato –, non avrebbe dovuto usarla il nuovo dirigente del settore “Gestione Giuridica del Personale”?»

CHIESTA LA REVOCA Per questo motivo CSA-Cisal chiede formalmente di «procedere alla revoca quantomeno dell’ultimo decreto con cui il dipendente appena arrivato da Sersale si ritrova anche nella struttura del dg del dipartimento “Bilancio”. Questo è l’ennesimo fatto che umilia i dipendenti di ruolo della Regione Calabria, scavalcati dall’ultimo arrivato che certo non può dirsi (per esperienza pregressa) essere migliore degli altri. L’amministrazione uscente – accusa il sindacato CSA-Cisal – ha sistematicamente operato in questa direzione accontentando appetiti esterni invece di valorizzare chi ha alle spalle lunghe e faticose carriere a servizio dell’ente regionale. L’ingigantimento del fenomeno delle “strutture”, che significa indennità aggiuntive per le persone prescelte non sempre per meriti o competenze, ha ingolfato l’apparato rendendolo più pesante e vincolato agli organi politici. Persone esterne premiate e l’abuso delle strutture sono stati fra le principali storture dell’azione amministrativa degli ultimi anni». Il sindacato lancia poi un appello a chiunque sarà Il nuovo Presidente della Regione: «Dovrà avere il coraggio di cambiare definitivamente rotta. Partendo dai direttori generali per finire con una profonda revisione delle “strutture”. Il sindacato più volte ha denunciato queste anomalie dimostrandone gli effetti nefasti sull’Amministrazione, a cominciare dai consistenti costi che gravano sulle casse dell’ente. Il cambiamento passa dagli atti concreti. Correggere queste forzature – chiosa il sindacato – sarebbe il primo segnale di credibilità».

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