Sabato, 29 Febbraio 2020
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LA PROTESTA

Demolizioni dehors a Borgia, i consiglieri comunali chiedono l'accesso agli atti

di
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Il Comune di Borgia

Dopo l'inconcludente Consiglio comunale sulla vicenda dei dehors, continua a Borgia l'opera di smantellamento dei gazebo, posizionati davanti ai bar, da parte dei titolari, raggiunti dalle ordinanze di demolizione emesse dall'ufficio tecnico comunale, a seguito degli accertamenti della polizia locale e dei carabinieri che avevano rilevato irregolarità nell'installazione.

Ma se gli esercenti stanno danno seguito ai provvedimenti dell'ufficio tecnico, rimuovendo i contestati gazebo, i consiglieri di “Nuova Borgia” Giovanni Maiuolo e Marta Cristofaro che tornano sulla questione con un'istanza di accesso agli atti.

La proposta di istituire una commissione d'indagine non aveva, infatti, trovato accoglimento in seno al consiglio; il presidente del consiglio Vincenzo Sgromo ha proposto e ottenuto il rinvio del punto, adducendo motivazioni di carattere formale per non mettere ai voti la richiesta dei gruppi di opposizione.

Per tutta risposta, “Nuova Borgia” ha formalizzato un'istanza, indirizzata alla segretaria comunale Cinzia Sandulli e alla sindaca Elisabeth, per poter acquisire le specifiche pratiche gestite nell'arco temporale compreso dal giugno ad oggi (ovvero il periodo coincidente con l'amministrazione targata Sacco) dallo sportello Suap del Comune di Borgia, ma anche dall'ufficio protocollo dell'ente, per quanto riguarda tutta la vicenda, con le annesse problematiche, che si sono verificate a proposito delle notifiche delle ordinanza di demolizione dei dehors.

In particolare, «per una migliore valutazione e conoscenza - scrivono Maiuolo e Cristofaro - del sistema amministrativo entro cui è avvenuto il successivo diniego», i due consiglieri hanno chiesto le nomine di incarico inerenti ai dipendenti che hanno ricoperto il ruolo di responsabile Suap, responsabile amministratore della Pec dell'ente e il responsabile di struttura, nonché di poter entrare in possesso delle comunicazioni, degli atti, delle richieste pervenute alla pec dello sportello Suap, al protocollo e allo stesso sportello Suap, che vanno a costituire o a integrare le pratiche aperte sulla realizzazione dei dehors.

«Sulla vicenda dei dehors - hanno dichiarato - vogliamo andare fino in fondo. Tra l'altro, proprio nel momento in cui ci siamo recati a protocollare le nostre richieste, ci siamo resi conto della totale disorganizzazione in cui versano gli uffici comunali, a partire dallo stesso ufficio protocollo che era chiuso. Un grave disservizio che, a quanto pare, non è un caso isolato, motivato con una pianta organica sottodimensionata. Noi abbiamo proceduto via pec, ma la chiusura dell'ufficio protocollo al pubblico è sintomo di un Comune che non riesce a garantire i servizi al cittadino, anche quelli più banali, come poter protocollare dei documenti».

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