Giovedì, 22 Ottobre 2020
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Regionali, Oliverio alla Leopolda calabrese: "Proporrò di votare il 26 gennaio"

«Oggi vedo che oltre all’assenza di una proposta di candidato, il Pd si ritrova in un preoccupante isolamento». Parla così a Lamezia Terme, a margine dei lavori dei tavoli tematici del centrosinistra, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, da settimane in polemica con il suo partito che non intende ricandidarlo.

La Calabria potrebbe andare alle urne il 26 gennaio per eleggere il nuovo presidente della Regione e il Consiglio regionale. «In questi giorni - ha detto Oliverio all'incontro - tra domani e dopodomani chiederò un incontro ai presidenti di Corte d’Appello e mi determinerò. Presumo che proporrò la data del 26 gennaio perchè ritengo che sia necessario dare il giusto tempo».

«Non sono per utilizzare il mio vantaggio come se ci fosse una partita a scacchi. Stiamo parlando della Calabria - ha aggiunto - e, con grande responsabilità, sin dal primo momento, ho detto che non avrei fatto e non farò questa scelta sulla base di accorgimenti tattici, ma sulla base di una valutazione che deve consentire a tutti di preparare bene la competizione elettorale». L’altra finestra elettorale utile sarebbe quella del 22 dicembre.

«Il centrosinistra che sostiene la mia candidatura - spiega - con la convenzione programmatica di oggi assume la responsabilità di parlare dei problemi della Calabria e definire un programma partecipato su cui realizzare un un’impegno di governo, da un ulteriore contributo alla messa in campo di uno schieramento elettorale capace di competere per vincere e poi governare bene».

«Il centrosinistra calabrese - ha detto Oliverio - è quello che oggi è qui. Sono presenti tutte le forze riformiste, laiche, liberali, socialiste, democratiche e progressiste. Insieme a loro tante espressioni civiche, competenze, professionalità e una folta rappresentanza della imprenditoria produttiva. La location scelta per questo incontro è essa stessa il simbolo della Calabria del riscatto, del cambiamento e della innovazione».

«Al centro della nostra attenzione - ha spiegato Oliverio - è stata data esclusiva centralità alla Calabria: il nostro impegno oggi è rivolto a proiettare lo sforzo di governo di questi ultimi cinque anni verso il compimento di un ciclo che, nella prossima legislatura, dovrà essere utile alla fuoriuscita da una crisi storica e consentire alle giovani generazioni di poter investire per il loro futuro sulla Calabria».

Oliverio si è detto «un pò emozionato per la partecipazione e la numerosa presenza di iscritti, dirigenti sindaci ed amministratori del mio partito, del Pd. Dispiace - ha aggiunto - che il commissario nominato da Roma non sia anch’egli presente. Senza confronto e senza dialogo si fanno solo sfaceli. Non c'è una azione trasparente. Si lascia prevalere il non detto».

«Pur se non mi rendo conto del perchè di un diniego alla richiesta della mia candidatura avanzata da oltre 250 sindaci, dalla maggioranza dei circoli territoriali del Pd e dalla coalizione di centrosinistra, rimango ancora in attesa di conoscere quale è una eventuale proposta di candidato presidente che intendono avanzare il commissario regionale e la segreteria nazionale del mio partito. Siamo in presenza di un gravissimo ritardo».

«Ormai il tempo è stretto, manca poco tempo alla presentazione delle liste. Se il commissario intende avanzare una candidatura meno divisiva, una candidatura che abbia più forza per aggregare una coalizione ancora più larga e plurale tiri fuori il nome. Si decida in Calabria - ha concluso - e secondo le regole democratiche».

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