Lunedì, 18 Novembre 2019
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IL CASO

Il mondo al contrario alla Regione Calabria, la giunta delibera senza delibera

Il sindacati Csa-Cisal solleva il caso della delibera “Modifica della deliberazione di Giunta regionale n. 329 del 22/07/2019 concernente: Programma triennale Fabbisogno personale triennio 2019-2021, con la previsione dell’assunzione di dirigenti a tempo determinato che sarebbe stata approvata lo scorso 2 ottobre. “Abbiamo usato il condizionale – avverte il sindacato CSA-Cisal – perché in verità per conto dell’organo politico la segreteria dell’esecutivo ha richiesto al settore del dipartimento competente, in data successiva alla seduta, di “formalizzare” la delibera. In pratica la Giunta dice nell’oggetto di aver assunto un atto ma il suo contenuto deve essere ancora scritto. Equivale a dire: “decido di fare una cosa, ma non so nemmeno cosa con esattezza: la Giunta ha deliberato senza delibera”.

IL DISCIPLINARE DEI LAVORI DI GIUNTA PIENO DI FALLE. “Questa aberrazione delle basilari regole della logica - prosegue il sindacato - è “permessa” dallo strampalato disciplinare che regola i lavori della Giunta regionale. Consentendo la formalizzazione di un provvedimento in un momento successivo alla seduta in cui si è riunito l’organo politico si potrebbe arrivare fino al paradosso di inserire elementi non previsti rispetto a quando l’atto è scritto per davvero.

Medio tempore, ci si può infilare di tutto, anche contenuti emersi successivamente alla sessione della Giunta, in questo caso posteriori al 2 ottobre. Demandare ai dirigenti la successiva scrittura della deliberazione di Giunta (uscita peraltro già numerata) non appare una prassi idonea ad assicurare la trasparenza e la regolarità delle procedure amministrative.

Si potrebbe arrivare all’estremo che un dirigente potrebbe stravolgere l’originario impulso della Giunta - prosegue il Csa-Cisal - e così il presidente e gli assessori si ritroverebbero con una delibera diversa dalla loro volontà. Sarebbe il caso che di questo aspetto non secondario se ne occupasse l’Anac, con la Responsabile regionale che dovrebbe interrogare l’autorità nazionale per verificare la legittimità di questo modo di agire. Fermo restando che il disciplinare dovrebbe essere presto sostituito da un vero e proprio regolamento, come avviene in tante altre amministrazioni e come peraltro è sancito dallo stesso Statuto della Regione Calabria”.

DOV’E’ L’ISTRUTTORIA? SI PUO’ MODIFICARE COSI’ IL PIANO DEL FABBISOGNO DEL PERSONALE? “Fin qui – precisa il sindacato CSA-Cisal –, ci siamo occupati della questione in termini generali, scendendo invece nel dettaglio della delibera ancora da formalizzare, le anomalie sono tante altre. La più evidente è che la Giunta ha deciso di mettere mano al Fabbisogno triennale del personale e lo ha fatto senza alcuna istruttoria. Come se la materia fosse gestibile scrivendo solo l’oggetto in testa alla camicia dell’atto. Il piano del Fabbisogno, e le sue modifiche, sono un terreno parecchio accidentato. Chi ha istruito la pratica? Chi ha verificato se sono state rispettate le regole in materia? Chi ha verificato la copertura finanziaria dell’assunzione di dirigenti a tempo determinato? E poi quanti sono i dirigenti da assumere in più rispetto al precedente Piano? Chi scriverà la pratica deve tirare ad indovinare oppure ci sarà “un secondo passaggio” della segreteria di giunta che metterà un numero a caso? Non sarebbe opportuno che il direttore generale del Personale, che ultimamente scivola nelle auto-sconfessioni, chiarisca bene quanto sta accadendo? E insieme al direttore generale, l’assessore al Personale convinca i suoi colleghi dell’esecutivo che in questo modo non è garantita la certezza delle regole così come la solidità di un atto importante per tutti i dipendenti della Regione Calabria come il piano del Fabbisogno triennale. Inoltre, la Giunta, nel suo complesso, ha contezza che procrastinando questo modo di fare del “deliberare senza delibera” si intaccano le regole e la legittimità dei provvedimenti stessi? Per tutte queste ragioni – incalza il sindacato – chiediamo l’immediata sospensione dell’atto “che non c’è” prima di combinare l’ennesimo pasticcio. Se si vuole procedere con una variazione al Piano del Fabbisogno si attivi l’iter ordinario con un’istruttoria completa presso gli uffici regionali, evitando questi che sembrano essere colpi di spugna di fine legislatura. Infine, - conclude la nota – si provveda a sostituire il disciplinare dei lavori della Giunta con un regolamento che non abbia tutte queste falle”.

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