Lunedì, 20 Gennaio 2020
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LA POLEMICA

Decreto sicurezza, il governatore della Calabria Oliverio: "Ricorso alla Consulta"

decreto sicurezza, Calabria, Politica
Mario Oliverio

«Assieme alle altre Regioni che in questi giorni hanno annunciato un’analoga iniziativa, evidenziando le nostre stesse preoccupazioni, ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale per chiedere l’annullamento della normativa al fine di stoppare una legge che viola diversi trattati internazionali sui diritti umani e i principi fondanti la nostra Costituzione». Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in relazione al Decreto sicurezza del Governo.

«Avevo già espresso, in occasione del dibattito parlamentare circa l’approvazione del Decreto Sicurezza - aggiunge Oliverio - tutte le mie perplessità rispetto ad un provvedimento fortemente discriminatorio nei confronti di persone, immigrati regolari, che non potranno godere di diritti fondamentali. Oggi, gli atti di disobbedienza annunciati e praticati da diversi sindaci italiani confermano le mie preoccupazioni ed hanno il mio pieno sostegno».

«Ho deciso di finanziare la Legge regionale 18 del 2009, inserendo in Bilancio un milione di euro per concretizzare l’impegno a favore dei richiedenti asilo, dei rifugiati e per lo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali. Una legge che non era mai stata finanziata prima». Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.

«La nostra posizione è netta e chiara: bisogna smantellare la baraccopoli di San Ferdinando che è un lager, un "non luogo" nel quale sono negati i diritti fondamentali alle persone. Siamo contro interventi tesi a realizzare "nuovi quartieri" di degrado che si aggiungano alla baraccopoli attraverso container e/o nuove tende» ha aggiunto Oliverio sulla questione che riguarda la baraccopoli di San Ferdinando dove vivono molti immigrati impegnati nei lavori agricoli nei campi.

«Noi - prosegue - siamo per lo smantellamento della baraccopoli e per trovare soluzioni dignitose e civili alle
persone. Tutto il resto sono variabili che non fanno altro che prorogare una piaga e una condizione di degrado inammissibile ed insopportabile. Il mio assessore Angela Robbe ha espresso chiaramente la nostra posizione che è condivisa anche dalla parte fondamentale delle organizzazioni sociali. Ma ci sono organizzazioni sociali, mi spiace dirlo, che non hanno inteso bene quella che è la nostra iniziativa. Mi riferisco alla Cgil che propone di finanziare ancora container. La Regione è anche contro l’insediamento di container, lo abbiamo detto a chiare note in sede di Prefettura a Reggio Calabria, così come è contro l'insediamento di tendopoli. Ne abbiamo finanziato una tre anni
fa, solo con l’auspicio che fosse smantellata la baraccopoli, ma ciò non è avvenuto. La Regione è pronta a costituire un fondo per garantire coloro i quali vogliano mettere a disposizione civili abitazioni per consentire a queste persone di trovare una locazione. Abbiamo proposto inoltre di mettere a disposizione i beni confiscati e di sostenere ipotesi di "modello Sprar" e servizi di navetta per il trasporto al posto di lavoro, o ancora, moduli abitativi all’interno delle aziende in accordo con gli imprenditori agricoli dell’area».

«La scorsa estate - conclude Oliverio - è venuto il ministro Salvini e noi lo avevamo preso in parola quando ha affermato che nel giro di poche settimane avrebbe operato per cancellare questa vergogna e per trovare soluzioni adeguate per queste persone che sono immigrati regolari. Non è avvenuto nulla di tutto ciò».

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