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IL PROVVEDIMENTO

Sanità, nel decreto fiscale lo stop al doppio ruolo tra governatore e commissario

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Il presidente della regione Calabria Gerardo Mario Oliverio

Il decreto fiscale approvato ieri sera in Consiglio dei ministri rischia di diventare una pietra tombale sulle ambizioni di Mario Oliverio di assumere la guida della sanità calabrese. Nel testo varato dall'esecutivo giallo-verde viene sancito lo stop al doppio ruolo tra presidente di Regione e commissario alla sanità.

La norma reintroduce l'incompatibilità tra la figura commissariale e ogni altro incarico ricoperto nella stessa Regione, rimosso dal governo Renzi con la legge di Bilancio 2017. Quella scelta all'epoca sollevò un vespaio di polemiche perché da molti giudicata come una norma ad personam per il governatore campano Vincenzo De Luca, desideroso di assumere il timone della sanità nel suo territorio. In quelle settimane anche Oliverio sperò di approfittarne, facendo leva sul fatto che in quel periodo, con il Pd di Renzi impegnato nella campagna per il “sì” al referendum costituzionale, avrebbe potuto ottenere maggiori aperture rispetto alle richieste da lui avanzate. Come è noto, invece, non è successo nulla.

A guidare la sanità calabrese, ancora oggi, c'è Massimo Scura, nominato commissario nel marzo 2015. In precedenza, responsabile alla sanità era stato il generale in pensione della Guardia di finanza Luciano Pezzi. Quest'ultimo era stato incaricato dal Consiglio dei ministri il 19 settembre 2014 dopo le dimissioni dell'allora presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, che rivestiva il ruolo di commisario. A quasi quattro anni dall'insediamento di Scura adesso il Movimento 5 Stelle potrebbe piazzare al suo posto un tecnico orbitante nell'area pentastellata. Il provvedimento è atteso ormai da mesi, ma dopo l'approvazione delle misure di carattere finanziario, la ministra della Salute Giulia Grillo potrebbe decidersi a portare la pratica in Consiglio dei ministri.

Per Oliverio, in ogni caso, è una beffa. L'obiettivo inseguito per tanto tempo rischia di sfuggirgli nuovamente di mano. Nella lunga corsa che porterà alle elezioni dell'autunno 2019, l'attuale governatore non potrà esercitare un controllo diretto sulla sanità. Non è proprio un particolare irrilevante in una terra dove questo settore assorbe grossa parte del bilancio regionale.

 

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