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Il Covid flagella le aziende calabresi, record di cassa integrazione

È cresciuto esponenzialmente il ricorso agli ammortizzatori sociali. In aumento pure i beneficiari del reddito di cittadinanza

Giuseppe Lavia, sindacalista della Cisl

L’economia calabrese è in ginocchio. La pandemia oltre a sottrarre vite umane ha prosciugato la linfa vitale delle aziende. La fotografia dell’esistente è offerta dai dati diffusi dall’Osservatorio statistico dell’Inps. Il ricorso agli ammortizzatori sociali ha raggiunto cifre fino a due anni fa impensabili. In Italia tra aprile e dicembre del 2020 sono stati infatti autorizzati quattro miliardi di euro per l’utilizzo degli strumenti di sostegno economico proprio a causa dell’emergenza sanitaria scatenata dal Covid 19.
In questo quadro la Calabria non fa eccezione, anzi offre la conferma della disastrosa situazione: nel solo dicembre 2020, tra Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e Fondo d’Integrazione Salariale (FIS) sono stati infatti autorizzati 5,6 milioni di ore di ammortizzatori. Pensate che in tutto il 2020, i milioni di ore di CIG sono stati 34; nel 2019 erano, invece, 3.290.000. Le ore di FIS autorizzate lungo l’arco dell’anno appena trascorso sono state 17,5 milioni, mentre nel 2019 erano state solo 265.000. I numeri non hanno bisogno di commenti: «in taluni casi» diceva Margherita Hack «parlano da soli raccontando le cose».

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