Martedì, 01 Dicembre 2020
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Rifiuti a Vibo, nuova ditta per il servizio ma rimane il nodo lavoratori

La gestione dei rifiuti continua a restare un nodo da sciogliere a Vibo Valentia, dove cambiano le amministrazioni, le ditte e i... lavoratori. Arrivata la nuova impresa aggiudicataria (la Ecocar di Pomezia), infatti, si è riaperto il braccio di ferro tra azienda, Comune e sindacato.

Proprio nei giorni scorsi il coordinatore dello Slai cobas Nazzareno Piperno aveva annunciato la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori. Sotto la lente il mancato adeguamento delle ore richiesto dai lavoratori rimasti con contratto part-time dall'accordo prefettizio del 2014, quando gli operai pur di non perdere il posto di lavoro accettarono di perdere tutti i diritti acquisiti, con l'azzeramento dei livelli.

In tal senso, Piperno chiedeva al Comune che venissero aumentate le ore. Ma anche in questo caso, tutto sembra si sia risolto in un muro contro muro.

Oltre a questi lavoratori, poi, il nodo degli interinali - ossia tutti quegli operai che ad integrazione erano stati presi tramite agenzia anche dalla precedente ditta. Anche questi oggi sembrano essere rimasti fuori o, meglio, sembrano essere stati "scartati" per fare spazio ad altri. E da qui parte la denuncia di quindici lavoratori "quindici padri di famiglia, completamente ignorati nelle procedure di assunzione da parte della nuova ditta EcoCar di Pomezia, subentrata nella gestione della raccolta dei rifiuti nel comune di Vibo Valentia".

Una lettera aperta perché "Nonostante l’anzianità di servizio, maturata nel corso delle precedenti gestioni, la specializzazione acquisita dal personale - e l’impegno dimostrato nel corso dell’emergenza Covid - l’agenzia interinale ha privilegiato altre situazioni, favorendo lavoratori con poca o nulla esperienza e non tenendo conto del principio di anzianità".

Quindi, chiedono quali siano "stati i criteri utilizzati dall’agenzia? A quale logica rispondono queste assunzioni a discapito di chi aveva maturato i requisiti ed è stato tagliato fuori? E la politica e la burocrazia comunale, chiamate a vigilare sulle procedure, perché non hanno fatto niente e restano in silenzio? Sono forse compiacenti?". Queste le domande per cui chiedono risposte perché - proseguono "riteniamo vada fatta chiarezza al più presto per ripristinare un principio di correttezza ed equità e quindi di legalità. Per farlo siamo pronti a difendere in ogni sede le nostre ragioni, a cominciare dalla Prefettura e dalla Procura della Repubblica alle quali ci rivolgeremo senza indugi."

Infine, chiedono alle Istituzioni che si vigili "sulle assunzioni che la nuova ditta ha effettuato per dotarsi del personale stagionale necessario ad espletare il servizio e sui criteri che sono stati utilizzati. Non è una nuova “guerra tra poveri” - concludono - quella che vogliamo ma di fronte a palesi ingiustizie non possiamo restare in silenzio e faremo sentire la nostra voce affinché vengano rispettati i nostri diritti".

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