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IL MES

I redditi dei calabresi sono i più bassi d'Italia, male anche la Sicilia

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Oltre 12 milioni e mezzo di italiani non pagano un euro di Irpef. Merito della no tax area ma anche delle agevolazioni fiscali. Secondo i dati pubblicati da ministero dell'Economia sulle dichiarazioni dei redditi 2018, oltre 10,2 milioni di persone hanno un'imposta netta pari a zero, prevalentemente contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, o coloro «la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni». A questi si aggiungono i lavoratori dipendenti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus 80 euro, facendo così salire la platea di chi non versa l'Irpef a 12,6 milioni.

La fotografia dei redditi che emerge dalle elaborazioni del ministero mostra come il 44% dei contribuenti, che dichiara il 4% dell'Irpef totale, si sia collocato anche nel 2018 nella classe di reddito fino a 15.000 euro; la fetta più grande, pari al 50% dei contribuenti e al 56% dell'Irpef totale, si colloca tra i 15.000 e i 50.000 euro, mentre solo circa il 6% dei contribuenti dichiara più di 50.000 euro, versando il 40% dell'Irpef totale. Pochissimi i paperoni dichiarati: i contribuenti con un reddito maggiore di 300 mila euro sono infatti lo 0,1% del totale.

La tradizionale rappresentazione statistica dell'Italia del fisco viene letta da molti come la conferma di un forte tasso di evasione ma arriva mentre il Paese è alle prese con il Covid e sale la polemica per il rischio che possa arrivare una valanga di notifiche a giugno. A chiedere la moratoria sono Fratelli d'Italia e Forza Italia, con Giorgia Meloni e Mariastella Gelmini.

Complessivamente, il reddito complessivo dichiarato dagli italiani nel 2018 ammonta a circa 880 miliardi di euro (+42 miliardi rispetto all'anno precedente, in aumento del 5%). L'incremento è stato registrato in un anno positivo per l'economia, con il Pil in crescita dell'1,7% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali. Il valore medio dei redditi è pari 21.660 euro, in crescita del 4,8% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l'anno precedente.

La regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (25.670 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.760 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (15.430 euro). Male anche la Sicilia (16.900 euro) che precede di poco altre regioni del Sud (Molise, Basilicata, Puglia). Anche nel 2018, quindi, il Mef riconosce una distanza «cospicua» tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali.

Tra i lavoratori, gli autonomi hanno guadagnato due anni fa più del doppio dei dipendenti. Il reddito medio più elevato è infatti proprio quello da lavoro autonomo, pari a 46.240 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 20.940 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è invece pari a 20.820 euro e quello dei pensionati a 17.870 euro.

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