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Calabria, i proprietari degli stabilimenti balneari sul piede di guerra per le concessioni

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Gli operatori delle strutture balneari calabresi pretendono tutela. In particolare alle amministrazioni comunali chiedono un riconoscimento della proroga delle concessioni per 15 anni. Di applicare in poche parole quello che prevede la legge statale. Tutto questo anche alla luce della confusione generata da una circolare della regione che rilevava come la stessa proroga potesse essere “disapplicata”.

Un provvedimento, riporta la Gazzetta del Sud in edicola, poi in parte “superato” tre giorni più tardi con una nuova circolare. Il 22 ottobre il dirigente di settore Alessandro Romeo e il direttore generale Domenicantonio Schiavo hanno scritto ai sindaci dei comuni costieri, alle capitanerie di porto e alle associazioni di categoria paventando la possibilità per gli enti di incorrere in responsabilità circa l'estensione quindicennale delle concessioni demaniali. Si rilevava come alla luce di una sentenza della Corte di Cassazione e in assenza di chiarimenti del ministero delle infrastrutture trasporti la legge 145/2018 del governo potesse essere disapplicata.

Per tali motivi la Fiba-Confesercenti ha depositato presso la regione Calabria una “richiesta di istanza in autotutela” per chiedere una rivisitazione della circolare del 22 ottobre.

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