Martedì, 26 Marzo 2019
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CONFCOMMERCIO

Crisi del commercio in Calabria, sempre più saracinesche chiuse nei centri storici: i dati

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Centri storici sempre più vuoti, saracinesche che da ormai oltre dieci anni continuano inesorabilmente ad abbassarsi. La fotografia scattata dalla Confcommercio è impietosa, i centri dei cinque capoluoghi calabresi sono sempre più poveri e in alcuni casi si avvicinano alla fascia del cosiddetto “rischio di declino commerciale”.

I dati, riporta la Gazzetta del Sud in edicola, sono stati raccolti dall'Osservatorio sulla demografia delle imprese nelle città italiane di Confcommercio. La finalità è quella di monitorare nel tempo l'andamento degli esercizi commerciali e di altre attività per cogliere i cambiamenti della rete comunale di servizi al consumatore e, conseguentemente, anche per neutralizzare eventuali patologie.

In Calabria la situazione peggiore appare quella di Reggio Calabria e Catanzaro dove resistono appena 215 attività, compresi tabacchi, farmacie e ambulanti. E' il centro storico più “vuoto” della Calabria, anche città di gran lunga più piccole hanno più attività commerciali: Vibo ne ha 304, Crotone 526, Cosenza 564 e Reggio Calabria 533.

In riva allo Stretto dal 2008 a oggi hanno chiuso circa un quarto dei negozi del centro, praticamente dimezzati i negozi specializzati, come quelli di elettrodomestici. Sia in termini assoluti, con 564 negozi che in termini percentuali rispetto ai residenti, Cosenza si conferma la città calabrese con il settore commerciale più in forma.

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