Domenica, 20 Ottobre 2019
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DATI ISTAT

Buste paga sempre più leggere in Italia: Calabria ultima in classifica, Lombardia al top

Le buste paga degli italiani si alleggeriscono. La retribuzione media oraria nel settore privato scende sotto i 14 euro l’ora, secondo gli ultimi dati Istat, aggiornati al 2016. Per la precisione ammonta a 13 euro e 97 centesimi, in calo dai 14 euro e un centesimo dell’anno precedente. E per nuovi assunti, donne e stranieri, lo stipendio è ancora più basso.

In generale, metà dei dipendenti guadagna meno di 11,6 euro e oltre sei su cento non superano i 7,47 euro rientrando così nella fascia dei cosiddetti «lavoretti» o posizioni a bassa retribuzione.

Salari ridotti riguardano soprattutto le nuove assunzioni, che prevedono in media una paga di 9,99 euro all’ora, più bassa di quasi un quinto rispetto a quella degli altri posti di lavoro. E le differenze tra nuovi e «vecchi» dipendenti vanno ben oltre la retribuzione: i nuovi posti del lavoro sono caratterizzati, infatti, da una grande maggioranza di contratti di lavoro a tempo determinato (che raggiungono il 71,9% contro 2,4% di quelli precedenti) e part-time (36,1% contro 26,2%).

Inoltre, le nuove posizioni sono spesso occupate da giovani sotto i 29 anni (35% nei nuovi rapporti rispetto al 12,2% negli esistenti) e lavoratori stranieri (22,2% contro 11,7%). E gli immigrati scontano, a parità di qualifica e anzianità, paghe sempre più basse degli italiani. Questa penalizzazione va da 46 centesimi l’ora per gli operai a 1,36 euro per i dirigenti.

Il titolo di studio può aiutare ad avere una retribuzione più sostanziosa, ma non sempre e non ovunque. I laureati guadagnano, infatti, in media il 9,9% in più, ma questo beneficio quasi si annulla nel Mezzogiorno, dove scende allo 0,8% dello stipendio.

Differenze ampie tra le diverse parti d’Italia riguardano anche il salario medio, che spazia dai 12,02 euro della Lombardia (la regione più ricca, seguita da Trentino Alto Adige e Piemonte), ai 10,01 euro della Calabria (ultima in classifica dopo Puglia e Campania).

Le regioni si distinguono anche per il diverso trattamento delle lavoratrici, che si trovano, comunque, schiacciate verso retribuzioni più basse dei colleghi. Sei donne su dieci, in Italia, guadagnano meno della mediana nazionale, contro il 44% degli uomini. In questo quadro, il Lazio emerge come la regione relativamente più favorevole alle donne e la Basilicata come quella più squilibrata.

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