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L'intreccio tra criminalità e politica, il regista calabrese Carlei torna in tv con "La fuggitiva"

Interpretata da Vittoria Puccini dal 5 aprile prossimo sarà su Rai1 per quattro prime serate.

«La storia nasce dalla mia esigenza di approfondire la tematica del connubio infausto tra criminalità organizzata ed esponenti politici corrotti già affrontata ne “Il giudice meschino”». Lo afferma Carlo Carlei, regista della fiction “La fuggitiva”, interpretata da Vittoria Puccini, che dal 5 aprile prossimo sarà su Rai1 per quattro prime serate. Un action thriller - scritto dallo stesso regista con Salvatore Basile, Nicola Lusuardi, Alessandro Fabbri e Federico Gnesini - che coniuga azione e sentimenti, affrontando anche importanti questioni politiche e civili. Carlei, calabrese di Nicastro, parte così da premesse simili a quelle della fortunata fiction del 2014 (replicata per la terza volta il 21 marzo scorso col record di ascolti di 5 milioni di spettatori), per offrire un prodotto nuovo come storia e ambientazione.

«Abbiamo raccontato una storia simile, ma da un altro punto di vista - precisa - . La prima proposta, un thriller bancario, non mi aveva entusiasmato, per cui ho inteso cambiare la trama, mantenendo però il paradigma di questa donna che viene accusata dell'omicidio del marito e si trova costretta a fuggire. Ho inserito in un secondo momento anche la backstory dell'infanzia di Arianna a Sarajevo, dove fu portata dal giardiniere della villa dei genitori, che le risparmiò la vita nel corso di una rapina finita male. Come ne “Il giudice meschino”, anche in questa fiction si entra nella psicologia e nel vissuto dei personaggi, per raccontarlo in maniera non superficiale o banale».

Dal cast de “Il giudice meschino” Carlei ha voluto l'attore messinese Maurizio Marchetti, che, dopo aver interpretato l'antagonista di Zingaretti Don Mico Rota, qui veste i panni dell'avvocato Maurizio Feola, padre adottivo di Arianna. «È un senatore che si candida alla presidenza della Regione Piemonte - ci dice l'attore - Era il miglior amico del padre di Arianna, per cui quando lei torna in Italia la rintraccia e la adotta assieme alla moglie. Feola è un personaggio controverso, con molte zone d'ombra; a volte un po' ambiguo come sono certi uomini politici; insomma un individuo poco lineare. La serie ha una struttura televisiva inusuale e originale per la Rai, perché ci troviamo davanti a una donna protagonista, che si scoprirà essere molto addestrata nelle arti marziali. Si nota la mano di Carlo anche nella scrittura».

Fondamentale l'alchimia col regista per le riprese, realizzate con difficoltà a causa delle misure di sicurezza anti-contagio. «Con Carlo siamo sempre rimasti buoni amici - prosegue Marchetti - per cui c'era il desiderio di tornare a ripetere le fortunate esperienze precedenti. Abbiamo girato nel periodo del Covid, con le location che variavano per motivi di sicurezza, e tutti noi della troupe sottoposti a continui tamponi. Trovarsi accanto a un collega col quale si ha un rapporto d'amicizia, in una situazione del genere, fa la differenza».

A “La fuggitiva” hanno partecipato diversi attori siciliani e calabresi, a partire dall'ennese Franz Cantalupo (l'assassino Bondi) e l'agrigentino Massimo Cagnina (il poliziotto Marchi). Il vibonese Costantino Comito e i lametini Pino Torcasio e Antonino Koukounouris interpretano tre killer. Di Lamezia Terme anche Vittoria Gargano e Tommaso Francesco Barone, nei panni di due poliziotti che affiancano l'agente Caprioli (Pina Turco). Nel cast anche Eugenio Mastandrea, Sergio Romano, Antonio Gerardi, Daniela Morozzi e Andrea Pennacchi.

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