Giovedì, 22 Ottobre 2020
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Le grandi epidemie del passato e le nuove paure del presente: il viaggio nei saggi

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Zoonosi. Si definisce con questo termine ogni infezione animale trasmissibile agli uomini. L'ebola è una zoonosi, come la peste bubbonica, l'Aids o l'influenza spagnola che provocò circa 110 milioni di morti. Virus comparsi nel mondo animale che hanno fatto il grande salto, divenendo compatibili con la specie umana.

E sì, l'avrete già intuito, anche il Coronavirus è una zoonosi, «nato dalla ricombinazione tra un coronavirus dei pipistrelli e un coronavirus dei serpenti», come afferma sulla rivista “Science” Kristian Anderson, biologo evoluzionista dello Scripps Research Institute di San Diego. Sono zoonosi tutti i tipi di influenza umana e da questa considerazione partiamo per un viaggio nei saggi di ottima divulgazione scientifica che si occupano delle pandemie per orientarci e reggere l'urto di fobie e fake-news.

Difatti, mentre il Coronavirus si diffonde non dobbiamo dimenticare che questa è la prima - purtroppo, temiamo non sia l'ultima - crisi di contagio la cui narrazione è in mano ai social. Fra cartelli che vietano l'accesso ai cinesi nei ristoranti e l'uso endemico delle mascherine favorito alla semplice accortezza di lavarci spesso le mani, oggi più che mai è necessario cercare nei libri alcune risposte.

Partiamo da un saggio divenuto un punto di riferimento assoluto sul tema delle pandemie ovvero Spillover (Adelphi, traduzione di L. Civalleri), del giornalista scientifico David Quammen. Spillover, termine traducibile in «traboccamento», rende perfettamente il concetto della zoonosi e ribadisce una delle tesi di Darwin che l'approccio antropocentrico ha preferito dimenticare: «Noi siamo davvero una specie animale, legata indissolubilmente alle altre».

Quammen, con una prosa lineare e scorrevole, racconta le sue avventure sul campo, intrappolando pipistrelli nella Cina meridionale e scimmie isteriche in Bangladesh, chiarendo che la causa del moltiplicarsi di queste pandemie è proprio l'atteggiamento umano, l'invasione di ogni area per fini turistici ed economici che provoca sconvolgimenti ambientali.

I virus sonnecchiano nei corpi degli animali che li ospitano in una sorta di stasi finché l'uomo rompe l'equilibrio - pensate alla deforestazione o ai mercati orientali in cui pipistrelli, cani e maiali si trovano forzosamente insieme - e quando mangiamo quelle carni infette o entriamo in diretto contatto non sempre abbiamo anticorpi pronti a rispondere al fuoco.
Proseguiamo con Le grandi epidemie. Come difendersi (Donzelli editore) scritto dalla biologa Barbara Gallavotti, autrice di “Ulisse” e “Superquark”.

Un libro schietto che racconta l'evoluzione come una continua lotta contro l'aggressività dei microbi cui possiamo contrapporre la nostra intelligenza; una storia dell'umanità narrata in modo avvincente, passando dal morbillo alla poliomielite, dalla peste all'Hiv, svelando retroscena e sfatando pregiudizi ben radicati. Del resto, scrive l'autrice «ogni anno una banale influenza provoca fra le 290 mila e le 600 mila vittime. Numeri impressionanti eppure molti non si vaccinano perché la considerano una vecchia conoscenza». Gallavotti ci ricorda che il vaiolo - malattia a trasmissione diretta da uomo a uomo - è stato sconfitto, ma le malattie a trasmissione animale impongono di non abbassare mai la guardia.

Con Vaccini, virus e altre immunità (Ponte alle Grazie, traduzione di A. Cerruti) la giornalista americana Eula Biss firma una vera e propria riflessione sul contagio: quando Teti immerse Achille tenendolo per il calcagno nello Stige, non cercava di vaccinarlo, immunizzarlo contro ogni forma di dolore? Biss affronta di petto le paure dei genitori e il movimento contro le vaccinazioni considerandolo alla stregua di un aggiornamento delle paure e dei timori contro la scienza che, nonostante i traguardi raggiunti nel corso della storia, considerano i vaccini intrugli di stregoneria o peggio, sostanze inoculate senza alcun accorgimento medico.

Restiamo in tema di approccio mitologico con I dardi di Apollo. Dalla peste all'AIDS, la storia scritta dalle pandemie (Utet) di Giuse,ppe Pigoli che concentra la propria attenzione sul fatto che alcune pandemie hanno attecchito per un esplosivo mix naturale e tecnico. Ad esempio, il Meridione - spiega Pigoli - e il suo storico nemico, la malaria, specialmente quando il declino dell'impero romano fece venire meno la manutenzione di acquedotti e sistemi irrigui, e lasciò campo libero alle paludi.

Ciò ci spinge verso il titolo successivo partendo da un quesito: il contagio - e la conseguente paura - come mutano il nostro comportamento? Una domanda centrale sia nel saggio di Laura Spinney, 1918. L'influenza spagnola. La pandemia che cambiò il mondo (Marsilio, traduzione di A. Taroni S. Travagli), che rilegge la storia del mondo come fosse una avvincente spy story, sia per lo storico Guido Alfani e l'epidemiologa Alessia Melegaro, che in Pandemie d'Italia. Dalla peste nera all'influenza suina: l'impatto sulla società (Egea), muovendosi dal 1300 sino ai giorni nostri, ribadiscono una sfida ardua ma imprescindibile, ovvero la necessità di accelerare la corsa verso una società in cui ci si affidi all'approccio scientifico.

Chiudiamo con il lavoro di Richard Preston che in Hot Zone. Area di contagio aveva raccontato l'esplosione di Ebola e in Contagio globale (Rizzoli, traduzione di F. Ardizzoia L. Patti) ci mette in guardia contro il rischio di giocare a fare Dio. Se è vero che ricerca scientifica è la nostra difesa contro le pandemie, batteri come l'antrace, virus e batteri geneticamente modificati possono esser ancor più pericolosi delle armi di madre natura.

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