Domenica, 08 Dicembre 2019
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DAL 19 AL 23 GIUGNO

Presentato a Lamezia "Trame 9", festival dei libri sulle mafie: ospite l'assessore Corigliano

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Maria Francesca Corigliano

L’assessore regionale alla cultura Maria Francesca Corigliano è intervenuta alla conferenza stampa per la presentazione del programma della IX edizione di “Trame 9, festival dei libri sulle mafie”. All'incontro, che si è svolto nella sala oro della Citta regionale a Catanzaro, hanno partecipato anche il direttore artistico di Trame 9 Gaetano Savatteri, la coordinatrice regionale delle associazioni antiracket Calabresi e componente del CdA della Fondazione Trame Maria Teresa Morano e il  presidente della Fondazione Trame Armando Caputo.

La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Trame e dall'associazione antiracket Lamezia Onlus, si svolgerà dal 19 al 23 giugno a Lamezia Terme. Previsti oltre 50 gli incontri con autori e artisti, spettacoli, proiezioni, concerti e diverse altre iniziative di Trame sul territorio per diffondere il valore della legalità attraverso la cultura e la partecipazione.

Nell’introdurre il suo intervento, l’assessore Corigliano ha sottolineato che il primo atto voluto dal presidente della Regione Mario Oliverio è stato proprio quello di deliberare la costituzione di parte civile in tutti i processi di mafia e ha ricordato l’istituzione della legge regionale contro la ‘ndrangheta, che prevede anche elementi culturali, a firma del consigliere Arturo Bova.

“Voi che vivete sicuri...” è il tema di quest’anno di Trame che vuole essere un omaggio a Primo Levi a cento anni dalla nascita. E  partendo da ciò l’assessore regionale alla cultura ha, poi, messo in evidenza che «la scelta di citare Primo Levi per quello che concerne il sentirsi sicuri è molto importante. La mafia non è essere sicuri. E insieme agli strumenti repressivi si combatte formando pensiero e menti critiche. È necessario spiegare ai giovani cos’è questo fenomeno e cosa può significare consegnare la propria esistenza alla paura e al terrore quotidiano di essere uccisi o di dover uccidere».

«Trame – ha rimarcato – è un appuntamento importante proprio perché sceglie di parlare di mafia attraverso il mezzo più pericoloso per la criminalità organizzata che è la cultura e l’informazione. Si tratta di una iniziativa che mette a confronto opinioni, stimola la riflessione dei giovani attraverso la lettura e il linguaggio della musica e del teatro, con tanti eventi e tanti ospiti autorevoli che sapranno, ognuno dal proprio punto di vista, inquadrare questo fenomeno la cui dimensione non è più quella della Calabria e della Sicilia. La mafia ha invaso il mondo».

«Questo festival, vincitore di un bando della Regione, è importante proprio perché accende i riflettori su questo fenomeno che ci pone tutti in stato di perenne non sicurezza e che blocca le prospettive di sviluppo. Trame – ha infine affermato l’assessore Corigliano  - ha scelto l’arma più pericolosa: ha scelto di stimolare il pensiero critico anche tramite un lavoro capillare nelle scuole».

Illustrando i contenuti del programma, il presidente Caputo ha messo l’accento proprio su questo aspetto ribadendo anche la presenza di tantissimi ragazzi e ragazze «che  - ha detto – staranno con noi per tutti i 5 giorni dell’iniziativa durante la quale cercheremo di far vedere loro una Calabria (e una Lamezia) diversa da come viene quotidianamente rappresentata. Inoltre, per continuare a diffondere i contenuti del festival tutti i giorni dell’anno, la Fondazione Trame insieme all’associazione antiracket Lamezia Onlus hanno intrapreso da due anni una nuova sfida sul territorio».

«Infatti – ha aggiunto Maria Teresa Morano - il Civico Trame, luogo di periferia forma di riscatto, condivisione e socialità, dove, con laboratori, sportelli di ascolto e rassegne si è aperto uno spazio di educazione a una cittadinanza attiva e responsabile. In questo luogo riusciamo infatti a organizzare il lavoro dei volontari e anche un corsi di giornalismo civico. Mentre con Trameascuola divulgazione ed educazione alla legalità nelle scuola».

Il direttore artistico Savatteri ha illustrato le più importanti novità dell'edizione 2019 esprimendo soddisfazione «perché  - ha specificato - se Trame palpita ancora dopo 9 anni dalla prima edizione significa che è riuscita a diventare un progetto permanente. Questa edizione – ha proseguito entrando nel merito della programmazione - incrocia argomenti come la sicurezza, l’emigrazione, il viaggio, l’emarginalizzazione, la criminalità e l’accoglienza. Un festival – ha concluso - che in realtà è una festa. Della libertà e del coraggio. Perché in certi luoghi d’Italia, in Calabria e a Lamezia Terme scegliere di partecipare a un incontro pubblico dove si parla di mafie, non è una semplice presenza, ma una presa di posizione: un’opzione etica».

Il calendario illustrato da Savetteri prevede tantissimi ospiti come: Nicola Gratteri, Giovanni Tizian, Marco Travaglio, Nando Dalla Chiesa, Nicola Morra, Francesco d’Ayala, Massimo Bray, Mimmo Gangemi, Salvatore Curcio. Momenti di spettacolo con appuntamenti di jazz, teatro, proiezioni e istallazioni, tra i quali: il concerto del Paolo Damiani trio, di Francesco Cafiso con il Francesco Scaramuzzino Trio, lo spettacolo Volevo solo fare il giornalista in Calabria. Storia di Alessandro Bozzo con Salvo Piparo.

Per Trame in scena si assisterà in anteprima nazionale all’intervista immaginaria a Leonardo Sciascia a trent’anni dalla scomparsa con Ninni Bruschetta e Laura Cannavò. Allo scrittore siciliano sarà anche dedicata una mostra fotografica. Nell'ambito degli appuntamenti dedicati al tema migranti e sicurezza, Mimmo Lucano incontrerà i giovani volontari del festival. Tra le altre novità di quest’anno anche la proiezione di 5 video-inchieste (una al giorno), realizzate sul territorio di Lamezia Terme dai partecipanti del corso di giornalismo civico.

Tanti e diversi inoltre i temi di quest’anno che saranno oggetto di presentazione di libri, confronto e dibattito nelle piazze e nei palazzi storici di Lamezia, dalla vicenda di lotta e conquista femminile narrata in Le ricamatrici di Ester Rizzo, ai motivi della corruzione in Italia cui Isaia Sales e Simona Melorio cercano di rispondere con Storia dell’Italia corrotta.

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