Lunedì, 26 Agosto 2019
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LA FICTION

Ottimi ascolti per "Liberi di scegliere", Oliverio e Falcomatà in coro: "Orgoglio per tutta la Calabria"

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Una scena della fiction

Vince la sfida degli ascolti di ieri il film tv Liberi di scegliere, interpretato da Alessandro Preziosi e trasmesso su Rai1. La storia - che insegna come nessuno di noi abbia un destino già scritto e che anche i figli onesti di famiglie di 'ndrangheta possono sognare e costruire un futuro diverso e migliore per loro - ha messo a segno 4 milioni 179 mila spettatori e uno share del 17.67%.

Sono scesi a 3 milioni 965 mila, invece, gli spettatori che hanno seguito ieri sera su Canale 5 Aspettando Adrian di Adriano Celentano con uno share del 15% (nella prima puntata, lo spettacolo aveva sfiorato i 6 milioni con il 21.9%). A seguire Adrian, il cartoon ideato e diretto dallo stesso Celentano e disegnato da Milo Manara, ha registrato 2 milioni 887 mila e il 13.26% (il debutto aveva avuto 4 milioni 544 mila con il 19.08%).

«È per noi motivo di orgoglio e soddisfazione avere contribuito, attraverso la Calabria Film Commission, alla realizzazione di 'Liberi di scegliere'». A dirlo, in una nota, è il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. La fiction ha debuttato ieri sera su Rai1 conquistando 4.179.000 spettatori, pari al 17.7% di share.

«Si tratta di una produzione importante, girata sul nostro territorio che porta con sé un doppio valore: da una parte ha rappresentato un'opportunità di lavoro e, dall'altra, porta alla ribalta del grande pubblico una storia vera che è maturata nella nostra regione», ha affermato il governatore.

«L'esperienza del giudice Di Bella, del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria - aggiunge Oliverio - è molto significativa. Racconta dell'impegno di un uomo delle istituzioni per sottrarre minori provenienti da famiglie mafiose ad un destino apparentemente già scritto».

Liberi di scegliere - Le immagini inedite delle scene girate a Messina e Reggio

«È, dunque, una storia di emancipazione e libertà, di frattura di stereotipi e di riscossa - sottolinea il presidente della Regione -. Lo stesso solco nel quale stiamo lavorando noi, anche attraverso azioni mirate nel campo delle politiche culturali, nella proiezione dell'immagine della nostra regione libera da stereotipi».

«L'azione della Calabria Film Commission - conclude il governatore - s'inserisce come strumento indispensabile per affermare il vero volto della Calabria. Una terra di uomini, donne, giovani e ragazze che, con il loro lavoro, competenza ed entusiasmo vogliono impegnarsi per renderla ogni giorno migliore».

Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha espresso il suo pensiero a margine della presentazione a Montecitorio: «'Liberi di scegliere' è un film che parla di speranza e di riscatto, una storia che ci insegna che nessuno di noi ha un destino già scritto e che anche i figli onesti di famiglie di 'ndrangheta possono sognare e costruire un futuro diverso e migliore per loro. Siamo orgogliosi che questa storia rivoluzionaria sia stata scritta a Reggio Calabria grazie al lavoro del presidente del Tribunale per i minori Roberto Di Bella, a cui va il ringraziamento di tutta la nostra comunità».

«Un lavoro come questo, dall'altissimo valore educativo - ha aggiunto Falcomatà - andrebbe mostrato a scuola, affinché i ragazzi possano rendersi conto di quanto influisce l'ambito familiare nelle dinamiche criminali, soprattutto in contesti storicamente difficili com'è appunto la nostra amata terra. La 'ndrangheta è l'organizzazione criminale più potente al mondo e la famiglia è la base della sua struttura criminale. Sottrarre quei bambini alle famiglie di 'ndrangheta significa infliggerle un colpo mortale».

«'Liberi di scegliere' è una storia che rende merito al lavoro di migliaia di persone che ogni giorno operano in silenzio, lontano dal clamore dei media, per combattere la malapianta della criminalità organizzata, tentando di estirparne le radici più profonde, spezzando i legami familiari che vorrebbero quasi una predestinazione per tutti quei bambini, nati in contesti mafiosi, costretti a crescere tra disvalori criminali e modelli sociali invertiti», conclude il sindaco.

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