Lunedì, 18 Novembre 2019
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FESTIVAL D'AUTUNNO

Il “ciclone Loredana” travolge il pubblico con un’onda d’energia

concerto Loredana Bertè, Festival d'Autunno, Alda Merini, Loredana Bertè, Catanzaro, Calabria, Cultura

Pura energia. È inarrestabile e irresistibile il “ciclone Berté”. Come la “donna donna” dei versi di Alda Merini, la Loredana ultima maniera è un concentrato esplosivo di femminilità, oltre gli anni e i segni del tempo. Trasmette emozioni primordiali e riempie i teatri con la sua dirompente autenticità. Al Politeama di Catanzaro, dove ha inaugurato con un immediato sold out la sedicesima edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Tonia Santacroce, ha calamitato schiere di spettatori, impazienti del suo carisma di rocker graffiante e trasgressiva.

Un'icona dai tratti magnogreci, che ama osare con outfit ad alto impatto come la redingote argentata asimmetrica (mini davanti e bon ton dietro) indossata con nonchalance tra i bagliori azzurrini della chioma tirata all'indietro e le spalline anni '80 da superwoman della canzone italiana.

Dopo la contagiosa ovazione iniziale, la star più tosta dello showbiz musicale ha sciorinato i suoi successi con una performance vigorosa, enfatizzata dall'eccitazione del parterre che ha celebrato con raffiche d'applausi il suo compleanno, caduto proprio il giorno dell'unico concerto dell'artista in Sud Italia.

Tra un brano e l'altro, qualche accenno alla sua vita di outsider, segnata dalla morte della sorella Mia Martini e vissuta in orgogliosa singletudine.

Dopo un omaggio alle sonorità brasiliane alle quali è ispirato il Festival d'Autunno, via con pezzi vibranti come “E non finisce mica il cielo”, con il quale Mia Martini si aggiudicò il Premio della critica a Sanremo nel 1982.

Giunta a quella maturità che non fa più temere di manifestare i sentimenti, Berté ha eseguito con grande pathos “Padre davvero”, storia del rapporto conflittuale avuto da entrambe le sorelle con il genitore. E mentre scorrevano alle sue spalle le immagini di una vita sempre sopra le righe, faceva specie la potenza del timbro espressivo dispiegato in brani come “Il mare d’inverno”, “Ragazzo mio”, “Dedicato”, “Non sono una signora e l’intramontabile “Sei bellissima” scandita dal coro dei fan che dai palchi hanno pure agitato cartelloni con la scritta “Sei grande”. Al bis la calabrese di Bagnara ha dedicato un festoso «Stasera non vi dico no!», parafrasando il titolo del “tormentone“ estivo che ha rilanciato la sua indiscussa popolarità. Accompagnata dal gruppo Boomdabash, quando in platea erano ormai tutti in piedi, scatenati nel ballo, ha chiuso immersa in un clima travolgente un concerto difficile da dimenticare, raggiungendo il climax con gli irresistibili “E la luna bussò” e “In alto mare”. Poi un ”gridato” saluto a Catanzaro, attraversando indenne la sfida del tempo. b.c.

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