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Musmanno: "Niente fondi per l'Alta Velocità in Calabria". La linea Praia-Tarsia un'opportunità abbandonata da Rfi

L’Alta velocità si fa spazio, per il momento, solo nella pancia della montagna di Campagna dove sarà scavata la galleria di Saginara. Il progetto è quello previsto nelle pieghe del lotto “1a” del collegamento tra Battipaglia e Romagnano. Una linea che si allungherà su un tratto complessivo, in doppio binario, di 33 chilometri di lunghezza per mettere in interconnessione la Battipaglia-Potenza e, quindi, il territorio campano con quello lucano e, in parte, con la Puglia. Su quell’autostrada ferrata viaggeranno i supertreni che in futuro dovrebbero attraversare anche la Calabria, passando dalla porta settentrionale di Praia a Mare e proseguendo fino allo Stretto. In realtà, però, qui non si parla ancora di un vero e proprio progetto. La fase attuale è a metà tra il sogno e la proposta.

Ma in fondo, potrebbe trattarsi dell’ennesima illusione pronta a trasformarsi in delusione, una delle tante già sperimentate in questa terra sempre più vuota di gente e di contenuti con diritti essenziali negati e ampie sacche di sfiducia. Del resto, all’abuso di promesse politiche e alle disuguaglianze territoriali il popolo calabrese e, cosentino in particolare, si è dovuto abituare nel corso degli anni. Qui la gente, già in condizioni normali, ormai non sa più dove poggiare il capo. La vita per chi vive in certe zone della regione è una eterna emergenza tra collegamenti infrastrutturali assenti e servizi essenziali inesistenti. E la mobilità continua a rappresentare una delle voci più importanti nel vocabolario della rassegnazione.

La battaglia di Cosenza

C’è uno studio di fattibilità sul tracciato dell’alta Velocità che avrebbe dovuto collegare Praia a Mare a Tarsia. Una ricerca costata 35 milioni di euro per valutare se quel tratto di matita ricavato sulle mappe, seguendo lo sviluppo dell’autostrada con scalo a per connettere l’area jonica, fosse sostenibile. Trenitalia, Rfi, Ministero dei Trasporti e gli altri poteri hanno, però, hanno ritenuto non convincente economicamente il tracciato perché impattante sul territorio con un aumento di spesa.

In realtà, l’unico inciampo presente sul percorso (l’acquedotto dell’Abatemarco) si sarebbe potuto evitare con una revisione minima della linea ferroviaria dei supertreni, come spiega il professor Roberto Musmanno, docente di logistica all’Unical e membro del Comitato tecnico politico di cui fanno anche parte i colleghi Demetrio Festa, docente di Trasporti all’Unical e Luigi Martirano, professore di sistemi elettrici alla Sapienza, e l’ex direttore generale di Ferrovie della Calabria, Giuseppe Lo Feudo. «Si potrebbe traslare di qualche chilometro più a Sud la linea, attraverso il collegamento Belvedere Marittimo-San Marco Argentano – sostiene Musmanno –. Una rettifica che consentirebbe uno sviluppo complessivo meno oneroso rispetto alla soluzione che sembra aver trovato Rfi, tra Praia e Paola, e quindi sulla tirrenica. Il progetto in questione non è stato studiato, non se ne conoscono tempi e costi. Noi lo abbiamo studiato. Ed economicamente non risulta vantaggioso dal momento che l’Alta velocità su doppio binario dovrebbe viaggiare su un tratto da costruire e che attraverserebbe il territorio a mezza costa, a circa 6-10 chilometri dal litorale. Per potere realizzare questo progetto si dovrebbero costruire 60 chilometri di viadotti e gallerie. Ci troveremmo, dunque, in presenza di un intervento che supererebbe le previsioni di spesa. Sarebbe molto più costoso del Praia-Tarsia».

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