Domenica, 05 Febbraio 2023
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IL PROCESSO

Il ponte di cocaina tra Calabria e Sicilia, chieste condanne pesanti. TUTTI I NOMI

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Nel giorno dell’accusa richieste di pena molto pesanti per gli imputati dell’operazione antidroga della Dda e dei carabinieri che nel luglio scorso stroncò un fiorente traffico di cocaina tra la provincia di Messina e la Calabria. Ieri mattina in udienza preliminare davanti al gup Tiziana Leanza, per i 13 giudizi abbreviati (uno soltanto, Carmelo Conti Gennaro detto “Smith”, dopo il giudizio immediato ha chiesto il patteggiamento della pena), è stata il sostituto della Dda Liliana Todaro a formularle, il magistrato che con la collega Antonella Fradà ha seguito l’inchiesta. Ecco il dettaglio delle richieste di pena: Giuseppe Mazzeo, 20 anni; Carmelo Barile, 12 anni; Maria Minutoli, 14 anni; Rosario Abate, 8 anni; Graziano Castorino, 20 anni; Giuseppe Castorino, 20 anni; Maurizio Savoca, 20 anni; Cettina Mazzeo, 4 anni e 6 mesi; e poi i calabresi Paolo Nirta, 16 anni; Gregorio Tassone, 10 anni; Francesco Leandro, 10 anni; Gregorio Lucio Vaianella, 10; Francesco Nesci, 4 anni e 6 mesi.

Sono stati assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Valentino Gullino, Fabio Segreti, Cinzia Panebianco, Alberto Ferraù, Domenico Rosso, Giuseppe Orecchio, Antonio Sotira, Davide Vigna e Michelangelo Miceli.
Dalle indagini dei carabinieri emerse come dallo Stretto fossero passati decine di chili di droga, soprattutto cocaina, e che il sodalizio avesse avviato il traffico di stupefacenti già dal 2020, superando anche i limiti imposti della pandemia. A vario titolo i 14 sono indagati per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine si è avvalsa anche delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia messinese Giovanni Bonanno, uno dei protagonisti dell’operazione “Scipione”. La droga arrivava tutta dalla Calabria. A rifornire i messinesi, secondo l’accusa, era Paolo Nirta, esponente di spicco di una delle famiglie più potenti della ’ndrangheta calabrese. Era proprio il 45enne di Locri a tenere i rapporti diretti con il sodalizio messinese.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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