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SANITA'

Lo sbarco e i controlli, la missione in Calabria dei dottori cubani

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L’arrivo dei primi 52 professionisti

Lo sbarco in Calabria gestito dall’Ambasciata, poi da oggi i controlli di routine: tamponi molecolari e visite mediche dopo la sistemazione temporanea nella Caserma dei bersaglieri di Cosenza. L’avventura dei primi 50 medici cubani arrivati - finalmente e dopo tanti annunci caduti nel vuoto - a dare una mano al sistema sanitario è iniziata a tappe forzate. Gli adempimenti burocratici dovranno concludersi entro la fine di dicembre, da lunedì 2 gennaio, infatti, i camici bianchi caraibici saranno impegnati all’Università della Calabria e nel campus di Arcavacata resteranno per almeno tre settimane. Due di queste saranno dedicate a un corso intensivo di lingua italiana, quella conclusiva invece allo studio delle regole d’ingaggio medico-paziente e a tutto ciò che disciplina il complesso lavoro che li attende. I nuovi arrivati saranno accompagnati nella fase di “job training” (ovvero di formazione sul posto di lavoro) da quattro medici cubani che da qualche tempo operano in questa regione e poi, una volta completato il percorso iniziale, saranno affiancati da sanitari italiani impegnati negli ospedali pubblici calabresi.
Solo dopo aver completato il percorso di avviamento, i professionisti saranno assegnati alle strutture di riferimento: 16 a Locri e Polistena e 10 a Gioia Tauro e Melito Porto Salvo.

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