Mercoledì, 07 Dicembre 2022
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CRIMINE ORGANIZZATO

Calabria, il “peso” degli affiliati agli Arena nella manutenzione delle ferrovie

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La Cassazione conferma il quadro accusatorio avanzato dalla Dda di Milano. I rilievi al gruppo Aloisio collegato ai clan di Isola Capo Rizzuto. «Imposte eluso attraverso la creazione di provviste extra contabili»

«Il gruppo Aloisio lavora da anni stabilmente nel settore della manutenzione ferroviaria italiano fornendo manodopera alle grandi società vincitrici delle gare di appalto di Rete ferroviaria italiana, attraverso società intestate a prestanome e finalizzate ad aggirare i divieti in materia di subappalto e ad eludere il pagamento delle imposte con la creazione di provviste extra contabili, assicurando la infiltrazione nel settore delle ferrovie della criminalità organizzata calabrese».
La Cassazione, con sentenza cautelare del 23 settembre, ha confermato il quadro accusatorio dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Milano sulle presunte ingerenze degli affiliati alla cosca Arena-Nicoscia di Isola di Capo Rizzuto nei lavori di «armamento e manutenzione» messi a gara in tutto il Paese da Rfi (parte offesa del procedimento). Lo ha fatto confermando la misura cautelare in carcere per Alfonso Aloisio, 34enne di Isola Capo Rizzuto, coinvolto insieme ad altre 13 persone nel procedimento di rito abbreviato scaturito dall’operazione antimafia scattata l’11 febbraio scorso con l’esecuzione di 15 arresti. Le indagini condotte dalla Guardia di finanza avrebbero infatti svelato l’ipotizzata capacità del gruppo Aloisio-Giardino, attivo tra Varese e Milano, di mettere le mani, tra il 2014 e 2020, sugli interventi di ammodernamento delle reti ferroviarie nazionali sfruttando gli «indissolubili vincoli di parentela» con i clan isolitani. A dimostrazione di ciò, la Suprema Corte cita il colloquio captato dagli inquirenti il 18 ottobre 2018 tra Maurizio Aloisio (anche lui finito sotto accusa) ed una sua interlocutrice, alla quale «spiega accuratamente» il «meccanismo illecito posto in essere dal gruppo Aloisio» e «della sequenza» che inizia dalla gara «bandita da Rfi», per poi proseguire «con l'esecuzione dei lavori» da parte «dalle società appaltatrici con propri mezzi e dipendenti, in parte subappaltandoli ad altre società munite dei requisiti di legge, in parte utilizzando personale " distaccato"».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

 

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