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Calabria, "più impianti di cremazione": progetto di legge in Consiglio

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Iniziativa legislativa di Gentile (FI). L’obiettivo è evitare la vergogna delle bare accatastate nei cimiteri. Registri ad hoc in ogni Comune

Ridurre al minimo i disagi registrati nei cimiteri, con bare accatastate in attesa di una degna sepoltura, e incentivare il ricorso alla cremazione dei defunti attraverso una più più puntuale ricognizione. È finalizzata soprattutto a quest’obiettivo la proposta di legge presentata in Consiglio regionale - prima firmataria Katya Gentile (Forza Italia) - e orientata a riscrivere alcune disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria varate a Palazzo Campanella nel 2019.
Nella relazione illustrativa del provvedimento si sottolineano i vantaggi derivanti da un maggiore ricorso alla cremazione. Un maggiore ricorso a questa pratica «consentirebbe - sottolinea la proponente del testo normativo - di limitare l’uso del suolo pubblico per l’espansione delle aree cimiteriali, con la possibilità per gli Enti comunali di destinare tali terreni ad altre finalità urbanistiche. Negli ultimi anni, infatti, molti Comuni italiani hanno previsto finanziamenti come contributo alla pratica della cremazione. Inoltre, i costi cimiteriali per il cittadino sono nettamente inferiori rispetto a quelli di una sepoltura tradizionale. Invero, le cellette per la conservazione delle urne hanno costi di concessione inferiore rispetto ai loculi cui sono destinati i feretri e, quando lo spazio disponibile lo consente, l’urna può essere collocata anche all’interno di un loculo di un familiare. Alle ragioni di convenienza si sommano quelle del rispetto per l’ambiente. Partendo dalla constatazione che tutte le tecniche legate ai riti funebri, tumulazione inumazione e cremazione, hanno un indubbio impatto ambientale - si legge ancora nella relazione -, occorre fare alcune considerazioni. A fronte di tali constatazioni è indubbio che la cremazione nel breve periodo comporti dispendio di energia e immissione nell’atmosfera di alcune sostanze, ma si consideri pure l’inesistente impatto ambientale nel lungo periodo e gli sviluppi delle moderne tecnologie».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

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