Mercoledì, 18 Maggio 2022
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"PROPAGGINE"

'Ndrangheta, asse Sinopoli-Roma: quelle mangiate di capra in riva al Tevere

Le mangiate: occasione per rinsaldare i legami, conferire doti e ripianare eventuali contrasti, ma strumento da “maneggiare con cura”. Ne è consapevole Antonio Carzo, come testimonia lo scenario di una riunione conviviale romana il 15 ottobre 2017. È lui ad organizzarla ma la linea è molto chiara: bisogna incontrarsi solo in caso di necessità, perché altrimenti si offrirebbero agli inquirenti elementi utili per sostenere il delitto associativo. «E se loro incominciano a fare il giro di tutti questi che noi incontriamo ci arrestano a tutti e salta qualche guaio perché loro vanno cercando noi... perché... il 416... e quando ci hanno dato il 416 ce le fanno vedere brutte...», teme il presunto boss della locale romana. Tanta precauzione che, alla fine, l’altro capo Vincenzo Alvaro alla mangiata sarà assente.
Nonostante le cautele adottate dagli indagati, ed in particolare gli ordini dati da Carzo, la polizia giudiziaria è riuscita a individuare il luogo in cui è avvenuta la mangiata e ad identificare una serie di soggetti che vi hanno partecipato. Un risultato raggiunto attraverso lo studio incrociato delle intercettazioni telefoniche e ambientali, le posizioni del sistema gps sulle auto di alcuni indagati, i positioning e le celle agganciate dalle utenze telefoniche, nonché i sistemi di videosorveglianza attivi su alcuni luoghi e, da ultimo, un sopralluogo. Si sarebbe effettivamente parlato di doti e “movimenti” interni alla cosca. Una quindicina i presenti, menu tradizionale a base di capra. «È venuta bene», dice ripetutamente Carzo lamentandosi però dell’assenza di Alvaro nonostante questi avesse assicurato che avrebbe partecipato: «Eravamo rimasti quel giorno che... poi... non è venuto...». Dal racconto di Carzo sembrerebbe quasi una rimpatria tra vecchi compagni di scuola: «Ecco perché ho messo tutta quella pasta... ho detto... se vengono tutti... almeno mangiamo la pasta... eeee... e poi mettiamo mano alla carne... embé abbiamo messo mano alla pasta e poi la carne è rimasta... era buona... era venuta bella sai... Perché gli abbiamo fatto tutti le accortezze tre, quattro volte poi ci ho mischiato il pomodoro senz’acqua l’ho fatta andare. Ora ha imparato pure compare Luigi a furia di guardare... eh... no ma... in quella maniera ci siamo divertiti non che io... la giornata è venuta bene, garbata per i cristiani che eravamo... però non glielo dico più a nessuno che... se volete dirglielo glielo dite sennò io questi che siamo per i fatti nostri».

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