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Fabbisogno del personale alla Regione Calabria, la Cisal: "Manca attenzione su alcuni profili"

Calabria, Cronaca
Gianluca Persico, della segretaria regionale della Cisal Calabria

"Il nuovo piano per il fabbisogno del personale per il triennio 2022/2024 approvato dal Giunta regionale consente certamente di programmare il futuro in modo ambizioso, soprattutto per quanto attiene alle previste ottanta progressioni verticali, ma, dopo anni di mancata valorizzazione del personale di ruolo, ci saremmo aspettati dei numeri più importanti per dare risposte al personale che quotidianamente presta servizio in profili giuridici ed economici inferiori". Lo scrive in una nota Gianluca Persico della segreteria regionale della Cisal che aggiunge:

“In termini di valorizzazione delle professionalità acquisite non possiamo dimenticare quanto accade in Azienda Calabria Lavoro, dove, è bene ricordare, esistono dipendenti precari professionalizzati utilizzati per raggiungere gli obiettivi ma privi di un corretto inquadramento sia dal punto di vista contributivo che contrattuale. E ancora - aggiunge - per quanto riguarda i lavoratori della cosiddetta legge 15, è scaduta l'ulteriore proroga per arrivare alla stesura di un nuovo articolato che possa modificare la legge regionale 42/ 2021. E poi la delicata vicenda legata alla legge regionale 12/2014 su cui da Gennaio, data dell'ultimo confronto, aspettiamo un nuovo incontro per capire se questo bacino di lavoratori, inserito nei precari istituzionalizzati al pari di quello della legge regionale 1/2014 avrà, finalmente, la possibilità di cominciare a lavorare. E ancora - sottolinea Persico - la questione dei tirocinanti che hanno effettuato regolare percorso formativo con fondi regionali nei ministeri ma nel bando di recente emanazione non si sono visti riconoscere un punteggio nei titoli di preferenza, e quella che riguarda da vicino gli ex percettori di mobilità in deroga coinvolti nei ‘Tis’ sui quali chiediamo l’apertura di un tavolo interministeriale per costruire un percorso che non può, per ovvie ragioni, trovare soluzione solo in ambito regionale”.

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