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Servizio idrico in Calabria, è corsa per il Pnrr. Il 30 giugno farà da... spartiacque

I ritardi nell’individuazione del gestore rischiano di mandare all’aria finanziamenti e progetti

«Serve un tavolo permanente sul Servizio idrico integrato calabrese che coinvolga tutti i soggetti responsabili, a partire da Regione e Autorità d’ambito, con il pieno coinvolgimento delle parti sociali». I sindacati rilanciano l’allarme sul futuro della gestione idrica calabrese e premono in vista delle scadenze dettate dal Pnrr: «Il mancato accesso - si spera solo momentaneo - ai circa 105 milioni di euro nell’ambito del bando del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili da 313 milioni di euro, volto ad investire su una infrastruttura fragilissima, quale quella idrica calabrese, è una di quelle notizie che impone alle parti coinvolte una approfondita e tempestiva riflessione in vista della scadenza del prossimo 30 giugno entro cui formalizzare il soggetto unico, pena la perdita delle ulteriori risorse del Pnrr», scrivono in una nota le segreterie regionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec. La questione, d’altronde, è molto seria: se le risorse idriche calabresi entro il prossimo 30 giugno non verranno affidate a un soggetto gestore c’è la concreta possibilità di perdere l’opportunità di utilizzare i finanziamenti europei destinati al settore: dal Pnrr ai fondi Ue 2021/2027 fino alla riprogrammazione del React Eu.

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