Giovedì, 01 Dicembre 2022
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LA SCELTA

Acque pubbliche Calabria, ecco l'Azienda speciale consortile per non perdere fondi Pnrr

Con il voto unanime dell’assemblea dei sindaci la Cosenza Acque Spa ha cambiato nome

Con il voto unanime dell’assemblea dei sindaci la Cosenza Acque Spa è divenuta Azienda Speciale Consortile alla quale è stato dato il nome di Acque Pubbliche della Calabria.
“Un risultato straordinario -ha dichiarato il presidente Aic Marcello Manna -, raggiunto grazie alla sinergia e all’impegno degli amministratori comunali che rappresento. La costituzione dell’Azienda Speciale Consortile ha permesso alla Calabria di poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal Programma React-Eu: la Calabria, dunque, si candida, oggi, non solo a ricevere la consistente mole di finanziamenti dedicati alla distribuzione della risorsa idrica, ma a rendersi parte attiva e proattiva del generale processo europeo di transizione ecologica e ambientale”.
Acque Pubbliche della Calabria, partecipata, ad oggi, dai soci della ex Cosenza Acque Spa e nella quale dovranno confluire tutti i Comuni della Calabria in fasi successive e rapide, si candida a gestire, a nome e per conto dei Comuni che la detengono, i segmenti del Servizio Idrico Integrato a valle della grande adduzione, condotto da So.Ri.Cal. Spa, in attesa che quest’ultima sia resa completamente pubblica, da parte della Regione, così da concludere il processo di creazione dell’Azienda Unica Regionale attraverso la fusione per incorporazione dei due enti.
“Nelle prossime settimane partirà una capillare campagna di informazione territoriale attraverso la quale il complesso processo appena innescato sarà dettagliatamente comunicato a tutti gli stakeholder e alla popolazione calabrese. Per questo abbiamo inviato i 404 sindaci calabresi ad aderire ad Apc così da accelerare il percorso che porterà la nostra regione ad avere finalmente un Gestore Unico per il servizio idrico integrato regionale moderno, sostenibile”, ha proseguito Manna.
Il presidente AIC ha poi sottolineato come: “il processo non può dirsi concluso finché tutti i segmenti del servizio saranno gestiti da un solo soggetto, che inglobi ogni singola attività relazionata alla gestione del servizio, compreso il segmento della grande adduzione gestito da So.Ri.Cal. Spa il cui compimento è allo studio degli uffici regionali. Nonostante gli sforzi profusi, però, continua a perdurare la criticità connessa allo stato di liquidazione della So.Ri.Cal. Spa, in capo alla quale rimane la conduzione del segmento di captazione e grande adduzione che, se non revocato in tempi brevi, potrebbe generare il mancato accesso alla dotazione finanziaria. Abbiamo scritto nei giorni scorsi al presidente Roberto Occhiuto chiedendo un incontro urgente in Cittadella per scongiurare il pericolo di perdere i finanziamenti necessari a rendere il servizio idrico realmente efficiente”.
“Sebbene la gestione del processo di ripubblicizzazione della So.Ri.Cal. Spa. sia appannaggio del solo Ente Regione e del Socio privato, noi sindaci AIC abbiamo manifestato al presidente della Regione la completa disponibilità della struttura tecnica dell’Autorità Idrica della Calabria, per pianificare ed attuare la strategia finalizzata alla fusione della So.Ri.Cal. Spa, una volta resa pubblica, con Acque Pubbliche della Calabria in modo da scongiurare definitivamente il mancato accesso alla dotazione finanziaria disponibile e di implementare la capacità tecnica di A.P.C con il preziosissimo know-how maturato da So.Ri.Cal. Spa negli anni”, ha proseguito Manna.
“Il Governo Centrale, i Ministeri competenti e tutti i player coinvolti nella gestione delle risorse idriche a livello nazionale guardano alla Calabria con rinnovata fiducia in relazione allo storico processo di riorganizzazione del servizio che sta avvenendo, il quale, tuttavia, necessita di un’azione collettiva e trasparente tra tutti i Comuni e l’Ente regionale finalizzata a concorrere al rinnovamento generale che la politica deve attivare nel rispetto dell’interesse della collettività. Inoltre, la possibilità di accesso alle dotazioni finanziarie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, circa 2 miliardi di euro, è possibilità che i sindaci non vogliono farsi certamente sfuggire”, ha concluso il presidente Manna.

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