Lunedì, 15 Agosto 2022
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L'INTERVISTA

E' di Reggio l'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio: un cuore dietro conti e numeri

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L’economista Andrea Monorchio, il “ragazzo” diventato Ragioniere generale dello Stato, racconta aneddoti, passaggi cruciali e retroscena della sua lunga e prestigiosa carriera
Calabria, Cronaca
Andrea Monorchio

È stato e rimane un nome storico della Repubblica Italiana. Una carica importante dello Stato per un lavoro prestigioso che ha svolto con grande umiltà e senso del dovere. Questo fa di lui la persona straordinaria che è, un uomo che ha portato avanti, con forza e determinazione, ogni impegno. Ha conosciuto ed è stato accanto a molti Presidenti della Repubblica a partire da Sandro Pertini e sino a Sergio Mattarella, ricevendo da tutti fiducia per le sue brillanti qualità tecniche e umane, ben note anche all’estero. Accanto a Presidenti del Consiglio (da Giulio Andreotti a Romano Prodi), ministri, senatori e deputati, ha rappresentato la memoria storica di un’Italia che è cambiata nel tempo. Un uomo sensibile, che spesso ha concluso presto le sue cene per non far fare tardi alla scorta. Questo è il professore Andrea Monorchio, per tredici importanti anni Ragioniere generale dello Stato, il quale torna con emozione al passato, dove singoli momenti di vita gli fanno ancora brillare gli occhi.

Economista, docente universitario di chiara fama, autore di testi e pubblicazioni. Il professore Monorchio ha scritto diversi volumi e tra questi il compendio di finanza pubblica che rappresenta un vero e proprio faro per gli addetti ai lavori, tanto da giungere all’ottava edizione. Presidente di Consap e di Infrastrutture Spa, è stato componente di comitati internazionali e nazionali, consulente della Regione Calabria con l’allora presidente Agazio Loiero. Ha insegnato nelle Università di Genova, Parma e Roma e anche all’Accademia della Guardia di Finanza e alla Scuola superiore della Pubblica amministrazione, regalando agli studenti ottimismo e slancio.

Figlio di Santo, maresciallo maggiore dell’esercito e di Domenica Cozzupoli, insegnante, Andrea Monorchio vive un’infanzia semplice e felice nella sua Reggio Calabria che tanto ama e che sempre porta nel cuore. Quel mare e quella luce non sono mai tramontati dalla sua mente, ovunque egli si sia trovato e si trovi. Un legame profondo, vero, come quello che ha nei confronti della sua famiglia.
«Siamo quattro figli – racconta – Antonino, Paola, io e Domenico, il mio gemello che persino mia mamma confondeva, tanto che un giorno ho ricevuto una tiratina di orecchie al suo posto!».

Il matrimonio di mamma e papà è stato celebrato nel 1937 da don Gaetano Catanoso, poi proclamato Santo da Giovanni Paolo II. «Anche io ed i miei fratelli, dice, siamo stati battezzati dal Santo prete». Monorchio vuole seguire la carriera militare del padre ma poi, «nell’attesa, appena diplomato, ho tentato un concorso nel Corpo Forestale. L’ho vinto ma ho ugualmente partecipato a un altro come tecnico al Comune di Reggio». È di nuovo primo. Aveva solo 19 anni. «Una grande gioia – ricorda – sia per me che per la mia famiglia».

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