Giovedì, 27 Gennaio 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Calabria, «Buona sanità? Qui ce la possiamo fare»
L'INTERVISTA

Calabria, «Buona sanità? Qui ce la possiamo fare»

di
Bruno Nardo, vibonese, da qualche anno guida l’Unità operativa di Chirurgia “Falcone”dell’ospedale Annunziata
Calabria, Cronaca
Veronica Crocco, Bruno Nardo, Marco Doni e Daniele Paglione

Le eccellenze scappano, fuori dalla Calabria e soprattutto dagli ospedali calabresi. Si portano dietro le flebili speranze di quanti ancora credono che in questa regione, nonostante tutto, sia possibile curarsi. A scommettere sulla ripartenza della sanità calabrese è soprattutto Bruno Nardo, vibonese, formatosi all’Università di Bologna e negli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti d’America. Contrariamente a tanti altri ha fatto il viaggio inverso: ha lasciato Bologna per tornare a “casa”, quasi a voler dimostrare che non è tutto finito. Docente all’Università della Calabria, nonché direttore dell’Unità operativa di chirurgia Epato-bilio-pancreatica e trapianti presso l’ospedale “Annunziata” di Cosenza, Bruno Nardo passa le sue giornate tra facoltà, sala operatoria e reparto. La sfida è appena iniziata.
Professore Nardo, di recente lei e la sua équipe avete effettuato un delicatissimo intervento chirurgico estirpando un tumore al fegato su un paziente che era stato “respinto” da un prestigioso ospedale del Nord. Cosa significa?
«Si è trattato di un paziente che non rientrava nelle indicazioni al trapianto di fegato perché il tumore aveva infiltrato i vasi rami portali intraepatici, e pertanto scartato in un centro del Nord Italia. Tuttavia, anziché iniziare la terapia medica palliativa, che gli era stata consigliata nel centro presso cui si era recato, dopo valutazione multidisciplinare, lo abbiamo sottoposto, nella Uoc di Chirurgia Generale dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, da me diretta, a resezione epatica con asportazione del tumore e della trombosi neoplastica. Il paziente è stato dimesso dopo 7 giorni di degenza e sta bene. Ovviamente dovrà continuare a fare i controlli, perché siamo consapevoli che era affetto da una malattia neoplastica avanzata».
Questo significa che anche in Calabria esiste la buona sanità ?
«Questo è certamente un esempio di buona sanità e non deve meravigliare che accada in Calabria dove esistono professionisti validi e capaci».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook