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IL PROCESSO

'Ndrangheta, "Basso Profilo": condannato a 5 anni di carcere l'ex assessore regionale Talarico

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Francesco Talarico

Ventuno condanne e quattro assoluzioni, questa la sentenza emessa dal gup di Catanzaro al termine del processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta Basso Profilo. Il Gup ha condannato a 5 anni di reclusione l’ex assessore regionale Franco Talarico (e interdizione perpetua dai pubblici uffici), formalmente ancora in carica, anche se in prorogatio, vista la mancata proclamazione degli eletti alle elezioni del 3 e 4 ottobre scorsi. Talarico, un passato nella Democrazia cristiana e poi confluito nell’Udc di cui è stato segretario regionale fino al momento dell’arresto ai domiciliari, nel gennaio scorso - poi revocati -, nel corso della sua carriera è stato anche presidente del Consiglio regionale della Calabria. È stato condannato per scambio elettorale politico mafioso nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri. Un’indagine - condotta dalla Dia - incentrata su presunti rapporti illeciti tra le cosche di 'ndrangheta del crotonese e imprenditori ed esponenti politici e della pubblica amministrazione. Talarico è stato assolto, invece, dall’accusa di associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso. Nell’ambito dello stesso processo, il gup, tra l’altro, ha assolto Luciano Basile, amministratore delegato di Sicurtransport spa, società di vigilanza privata, il notaio di Catanzaro Rocco Guglielmo (accusato di falso ideologico) e Rodolfo La Bernarda. Nell’inchiesta è rimasto coinvolto anche il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa, ma dopo che la Dda catanzarese gli ha fatto notificare un avviso di conclusione indagini, non ne ha poi chiesto il rinvio a giudizio. Talarico, secondo l’accusa, come candidato alle elezioni politiche del 2018 nel collegio di Reggio Calabria - ottenne un buon risultato pur senza raggiungere l’elezione - avrebbe offerto il suo appoggio, «in cambio di un consistente pacchetto di voti, per introdurre Gallo in ambienti politico-istituzionali nazionali». Antonio Gallo, ritenuto dall’accusa l’imprenditore di riferimento dei clan del Crotonese, detto il «principino» è il personaggio attorno a cui ruota l’inchiesta. Un imprenditore - «molto eclettico ed un filo spregiudicato» lo definì all’epoca dell’operazione Gratteri - che per l’accusa avrebbe intrattenuto rapporti con cosche, politici e esponenti infedeli delle forze dell’ordine al solo scopo di allargare i propri interessi nel settore della sicurezza sul lavoro. Ed è - secondo l’accusa - ad alcuni referenti reggini di Gallo che Talarico si sarebbe rivolto in occasione delle politiche del 2018, consapevole, secondo la Dda, di rivolgersi proprio a personaggi in odore di mafia. Tra questi Natale Errigo (anch’egli coinvolto nell’inchiesta, ndr) imparentato con esponenti della cosca De Stefano-Tegano del quartiere Archi di Reggio Calabria.

Tutti i condannati

Queste le condanne decise dal Gup Simona Manna:

Luigi Alecci 3 anni e 8 mesi
Anna Rita Antonelli 2 anni e 1 mese
Giuseppe Bonofiglio 5 anni e 10 mesi
Rosario Bonofiglio 2 anni e 10 mesi
Pierpaolo Caloiro 3 anni e 2 mesi
Eugenia Curcio 3 anni e 10 mesi
Concetta Di Noia 9 anni e 6 mesi
Giulio Docimo 4 anni e 8 mesi
Carmine Falcone 14 anni
Matteo Femia 2 anni e 10 mesi
Antonio Grillone 3 anni e 6 mesi
Domenico Iaquinta 10 mesi
Francesco Luzzi 3 anni e 6 mesi
Santo Mancuso 1 anno
Giuseppe Mangone 4 anni e 6 mesi
Antonino Pirrello 4 anni
Tommaso Rosa 11 anni e 5 mesi
Vittoria Rosa 3 anni e 4 mesi
Francesco Talarico 5 anni
Giuseppe Truglia 6 anni
Pino Volpe 2 anni

Tutti gli assolti

Assolti: Rocco Guglielmo, Luciano Basile, Rodolfo Labernarda e Franceso Mantella

Le reazioni

«Rispetto ovviamente qualsiasi decisione, perchè proveniente dall’autorità dello Stato. Rimango però disorientato, nel mentre si esclude che io faccia parte di un famigerato comitato d’affari a connotazione mafiosa, vengo comunque ritenuto colpevole di aver raggiunto un accordo elettorale con un non meglio individuato soggetto mafioso». Lo ha affermato l’ex vice presidente e assessore al Bilancio della Regione Calabria, Franco Talarico, con riferimento alla sua condanna a cinque anni di reclusione per il reato di scambio elettorale politico-mafioso a conclusione del processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta della Dda di Catanzaro «Basso Profilo». «Ciò nonostante - ha aggiunto Talarico - il Tribunale del Riesame prima e la Suprema Corte di Cassazione poi, abbiano escluso categoricamente che io abbia intrattenuto rapporti di alcun genere con mafiosi. Non posso che attendere la motivazione di questa decisione molto amara e destabilizzante in forza della mia estraneità ai fatti contestati, già riconosciuta, in sede di merito e di legittimità, e oggi completamente disattese sebbene - ha concluso Talarico - i presupposti siano rimasti intatti».
«Ho sempre avuto fiducia nella magistratura ed ho atteso con rispetto che la giustizia facesse il proprio corso, nella serena consapevolezza di poter dimostrare la mia innocenza e totale estraneità ai fatti che mi erano stati contestati, come oggi è stato puntualmente riconosciuto. Come Gruppo Sicurtransport abbiamo sempre operato con correttezza e nella totale trasparenza, e la sentenza odierna ci restituisce questa verità». Con queste parole Luciano Basile, amministratore delegato della holding del Gruppo Sicurtransport, commenta la sentenza di assoluzione con formula piena, pronunciata oggi dal Tribunale di Catanzaro nell’ambito del processo 'Basso Profilo'. «Sono ancor di più sono soddisfatto - continua Basile - perché la mia estraneità a condotte illecite era stata sottolineata anche dagli stessi pm della Procura di Catanzaro, Veronica Calcagno e Paolo Sirleo, che lo scorso 13 settembre avevano avanzato nel corso della loro requisitoria la richiesta di assoluzione, dopo aver voluto esporre le mie ragioni in tribunale, supportato dai miei legali, l’avv. Fabio Lattanzi e l'avv. Valentina Castellucci, che ringrazio per la loro professionalità. Oggi il gup Simona Manna ha dunque disposto l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Nonostante qualche strumentale attacco di bassa lega di qualche organo di stampa poco professionale che ha speculato sulla mia vicenda, non avevo alcun dubbio sull'esito positivo. Ora lavoreremo sempre più a testa alta e con ancora più determinazione per lo sviluppo di Sicurtransport e delle aziende del nostro Gruppo, da decenni impegnate in tutto il territorio nazionale».
A commentare la sentenza il candidato alla presidenza della Regione Calabria alle ultime elezioni, Luigi de Magistris: «Condannato con il rito abbreviato a 5 anni di reclusione per scambio elettorale politico mafioso l’assessore ragionale della giunta di centro destra uscente Francesco Talarico. Eppure hanno rivinto alle ultime regionali, il popolo del riscatto non ha ancora vinto sulla politica del ricatto e dei bisogni, della sudditanza e della rassegnazione. Ma la lotta alle mafie, alla corruzione e alla malapolitica per quanto ci riguarda non si arresterà mai. Saremo in prima linea fino a quando la Calabria non sarà liberata da una corruttela politica ed istituzionale impressionante ed inquietante».

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