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REGGIO CALABRIA

'Ndrangheta, chi sono i Crea di Rizziconi

Ma chi sono i Crea di Rizziconi? Il capostipite Teodoro Crea, oggi detenuto, che si muove in carrozzella per motivi di salute, fu arrestato dalla squadra mobile di Reggio Calabria il 3 luglio del 2006 durante la latitanza. Teodoro "Toro" Crea stava partecipando ad un incontro conviviale in una masseria di Castellace di proprietà dei Mammoliti-Rugolo, forse per dirimere questioni di "interesse" per la spartizione di tangenti provento di lavori pubblici eseguiti dai generi - Antonino Princi e Vincenzo Romeo - di Domenico "Mico" Rugolo, nel territorio comandato dai Crea. L’arresto di Teodoro Crea fu seguito da una serie di attentati e fatti di sangue, alcuni in via di accertamento: il 26 aprile del 2008 a Gioia Tauro, una bomba telecomandata fu fatta esplodere sotto la Mercedes di Antonino Princi, imprenditore edile, che morirà successivamente in ospedale dopo un mese di agonia.

Vincenzo Romeo, anch’egli con interessi negli appalti pubblici, imprenditore edile, anch’egli genero di "Mico" Rugolo, scampò ben due volte al fuoco dei killer, mai individuati. Ben più feroce l’omicidio del diciottenne Francesco Inzitari, figlio di Pasquale, uno dei più noti imprenditori calabresi della grande distribuzione, cognato di Antonino Princi. Il cinque dicembre del 2009, appena uscito da una pizzeria a Taurianova, fu ucciso con dieci colpi di pistola al viso. Un delitto "trasversale", dissero gli inquirenti, vittima un ragazzo ucciso per le sue parentele. Ma gli episodi sanguinosi continuarono, quando i killer della ndrangheta attentarono nel 2017 alla vita di Pasqualino Inzitari, il papà di Francesco, mentre si trovava a Corigliano per lavoro. "Se c'è qualcuno realmente che sa, ci faccia sapere qualcosa - fece appello allora Maria Princi all’Avvenire. E’ vero che c'è la Giustizia divina - disse ancora - però io ho fermamente bisogno di quella terrena. Vorrei guadare in faccia chi ha ucciso mio figlio e chiedergli perché l’ha fatto. Poi tutto il resto non conta e indietro non si può tornare".

Nel mirino della cosca Crea, nel tempo, sono anche finiti l’ex sindaco di Rizziconi Nino Bartuccio, l’imprenditore Nino De Masi, il giornalista Michele Albanese, tutt'ora scortati per avere denunciato, o scritto, sulle malefatte del clan, confermate dalla testimonianza del collaboratore di giustizia Girolamo Bruzzese e da una recente sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Il cui fratello di Girolamo Bruzzese, Marcello, fu assassinato per ritorsione a Pesaro il 25 dicembre del 2018. Gli inquirenti sono certi di essere riusciti a individuare e bloccare i killer: Rocco Versace, Michelangelo Tripodi e Francesco Candiloro, uomini fidati di Teodoro Crea.

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