Martedì, 03 Agosto 2021
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VERSO L'ARCHIVIAZIONE

Morte del prof d'origini calabresi Morabito: "Aveva il Covid, no relazione con AstraZeneca"

Morabito fu ritrovato senza vita sul letto di casa dai carabinieri, allertati dalla vicina preoccupata per il suo stato di salute, dopo aver sentito dei lamenti nella notte

Si avvia verso l’archiviazione l’inchiesta sulla morte di Giuseppe Morabito, 62 anni, vicepreside delle scuole medie Veggetti e Don Milani di Vergato e Grizzana Morandi, nel Bolognese. L'uomo, di origini calabresi, è stato trovato morto in casa il 13 marzo scorso alcuni giorni dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, lotto ABV2856. Nella richiesta presentata dalla procura di Bologna, firmata dal pm Rossella Poggioli e dal procuratore capo Giuseppe Amato, viene riportato l’esito delle consulenze tecniche collegiali effettuate dalle quali si evince che la morte fu «casualmente riconducile a severa polmonite interstiziale bilaterale secondaria e ad infezione da Sars-CoV-2 infezione già contratta ed in essere al momento della vaccinazione effettuata in data 3.3.2021».

Alla luce dei dati della letteratura più accreditata disponibile e delle evidenze scientifiche è stato dunque ritenuto «che non sussiste alcuna correlazione eziologica tra la somministrazione della dose del vaccino AstraZeneca» e la morte. Morabito fu ritrovato senza vita sul letto di casa dai carabinieri, allertati dalla vicina preoccupata per il suo stato di salute, dopo aver sentito dei lamenti nella notte. La donna testimoniò un peggioramento delle condizioni di salute dell’uomo al suo rientro a Vergato (era l’8 marzo) che l’insegnante ricollegava alla recente somministrazione del vaccino, somministrato dal medico di base. Già il giorno successivo, secondo quanto riferito dalla donna, il professore «era molto affaticato e faceva fatica a parlare» e nei giorni precedenti il decesso, nonostante continuasse a fare lezioni a distanza, «il suo stato di salute andava via via peggiorando, e gli consigliai di rivolgersi a un medico». La sorella di Morabito dichiarò che il fratello «godeva mediamente di buona salute per l’età che aveva e non soffriva di patologie particolari».

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