Sabato, 25 Settembre 2021
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L'ALLARME

Calabria, virus tra vacanze e movida. Senza vaccino 107mila over 60

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Tre giovani a rischio dopo un campus in Puglia, quattro minori cosentini bloccati a Malta
vaccini anti covid, Calabria, Cronaca
Gente in coda nell’hub vaccinale del palasport di contrada Brillia a Corigliano Rossano

I numeri tornano a riempirsi di contenuti, di vite in fila negli elenchi dei nuovi positivi, di varianti e di paure. Luglio ha rianimato le statistiche che offrono adesso preoccupanti segnali di ripresa dell’epidemia. La trama del covid in Calabria ha ripreso a disegnare traiettorie imprevedibili ancorate a valori instabili che un giorno corrono e l’altro si fermano, apparentemente, senza una logica. Scie di speranza che sfumano davanti alla disperazione e per poi ricomporsi. Sentimenti adulterati dalla frenesia di un contagio che nel resto dell’Italia è descritto da una curva che gli esperti del Ministero segnalano in ascesa. Asp e Prociv sono state allertate per monitorare casi collegati a quelli che attualmente rappresentano le sacche infette più grandi che interessano i più giovani. Nel cluster (con 34 positivi e 400 contatti in tutta Italia) del campo vacanze di Ippocampo, in Puglia, sono finiti tre ragazzi cosentini (una studentessa è rientrata a casa con sintomi) che attendono ancora l’esito del tampone dall’Asp di Cosenza. A Malta, invece, vivono ore d’angoscia quattro sedicenni del Cosentino che hanno preso parte al viaggio di studio con una settantina di studenti italiani. Nel gruppo sono stati individuati 21 positivi (nessuno dei calabresi sarebbe contagiato) e le autorità dell’isola hanno bloccato i rientri in Italia dell’intera comitiva. I ragazzi sono alloggiati in un covid hotel in attesa di novità. La rimonta della Calabria passa dagli ultimi dieci giorni di “Open Vax” che hanno consentito di raggiungere la copertura del 39% della popolazione vaccinabile. Sabato la Prociv ha dichiarato 15.933 somministrazioni che hanno riportato la media mobile sui sette giorni a poco meno di 13mila dosi giornaliere. Resta il problema degli ultrasessantenni da mettere in sicurezza. In tutta la regione ce ne sono ancora più di 107mila che non sono mai entrati in un centro vaccinale e non hanno chiesto di prenotarsi.

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