Giovedì, 09 Dicembre 2021
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DIREZIONE UNPLI

Le Pro loco calabresi chiedono più attenzione

La pandemia ha messo a dura prova la tenuta finanziaria

Dal Borgo dei Borghi, Tropea, alla città del platano, Curinga, fino alla chiusura nella Capitale del libro, Vibo Valentia. Oltre il dramma della pandemia che ha rischiato di metterle al tappeto, senza una legge regionale che destini loro i fondi necessari per la sopravvivenza, sovraccaricate persino dei costi dei giovani del servizio civile, le Pro loco iscritte all’Unpli non hanno tuttavia intenzione di arrendersi. E con lo spirito combattivo di sempre si sono ritrovate ieri nell’aula consiliare di palazzo “Luigi Razza” per un confronto senza peli sulla lingua. Chiaro e diretto il coordinatore dei lavori, il giornalista Pietro Melia, nella veste di presidente della Pro loco di Soverato, che si è rivolto al presidente nazionale Antonio La Spina, sottolineando come sia molto complesso sopravvivere al Covid. «Da due anni – è sbottato – non solo non si vede un centesimo, ma ci siamo continuati a sobbarcare il fitto dei locali e addirittura dobbiamo pagare la tassa per i ragazzi del servizio civico». Parole forti alle quali il presidente La Spina ha replicato in modo altrettanto deciso: «Le Pro loco devono andare avanti con le proprie gambe. D’altronde, vivono con il 30% di contributo pubblico e il 70% di autofinanziamento. Eppure – ha precisato La Spina – lasciamo sul territorio 2.1 miliardi».

L'articolo integrale potete leggerlo nell'edizione cartacea – Calabria

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