Giovedì, 22 Aprile 2021
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Vibo, il piano dei Mancuso: la Costa degli Dei invasa dall'oro nero delle Petrolmafie

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La ’ndrina stava per entrare in società con un’azienda kazaka leader nel settore delle estrazioni

Volevano trasformare la costa degli Dei in una raffineria dove far scaricare le petroliere di mezzo mondo. Era il progetto su cui stava lavorando la cosca Mancuso attraverso i suoi imprenditori di riferimento i fratelli Antonio e Giuseppe D’Amico.

Il progetto consisteva nell’apertura di un canale di approvvigionamento di carburante proveniente direttamente da un gruppo petrolifero internazionale da distribuire in particolare nella provincia vibonese, attraverso il supporto della cosca che avrebbe dovuto garantire le condizioni necessarie affinché la società straniera venisse favorita nell’acquisizione di numerose stazioni di servizio a cui apporre il proprio marchio e quindi distribuire su vasta scala in un regime di sostanziale oligopolio.

Per gli inquirenti ci sarebbe stato un considerevole ritorno economico per le casse della cosca che a tutti gli effetti sarebbe entrata in società con un’azienda internazionale. In seconda battuta, il progetto prevedeva anche il coinvolgimento del gruppo petrolifero nella costruzione di un oleodotto, con annesso deposito costiero, nel territorio del comune di Vibo Valentia e precisamente nella zona industriale di Porto Salvo. Un oleodotto con boa a mare da installare al largo della costa (a 1,5 km), dove consentire alle navi di grosso tonnellaggio lo scarico del prodotto, canalizzato al deposito tramite condotto sottomarino.

Il gruppo vibonese sarebbe riuscito a entrare in contatto dapprima con due brocker milanesi e poi direttamente con un‘azienda kazaka leader nel settore delle estrazioni. L’imprenditore D’Amico avrebbe rassicurato i due broker lombardi sulla possibilità di portare a termine il progetto senza intoppi. Sarebbe riuscito a riunire in sostanza tutte le componenti necessarie a realizzare questo strategico progetto industriale, avendo chi «grida», ovvero il sostegno e impegno diretto della famiglia Mancuso, chi fornisce il supporto amministrativo grazie ai legami con il mondo politico e alcuni dirigenti del Corap, chi assicura il supporto economico ossia gli investitori stranieri ed infine l’apporto della massoneria «squadretta e compasso».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

 

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