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IL CASO

Il pentito Pulice e il sequestro dei beni nell’Alessandrino: 5 cosentini indagati

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Sigilli giudiziari apposti pure su un conto corrente postale ad Aprigliano

Soldi “sospetti”. La procura di Alessandria ha disposto una raffica di sequestri contestando a cinque cosentini, in concorso e a vario titolo, le ipotesi di reato di trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro di provenienza illecita e autoriciclaggio. L'ordinanza di sequestro preventivo, è stata emessa dal Tribunale della libertà che ha accolto l'appello proposto dal procuratore aggiunto Tiziano Masini contro l'originario diniego del Gip, ed ha riguardato beni individuati nei comuni piemontesi di Novi Ligure, Serravalle Scrivia e Stazzano e un conto corrente attivato nell'ufficio postale di Aprigliano.

I sigilli giudiziari sono stati apposti anche tre lavanderie con la comune denominazione “Lava&cuce” ubicate in altrettanti centri commerciali. Le lavanderie, secondo le indagini, erano condotte da Marco Berardi, 41 anni, apriglianese, anche se risultavano formalmente riconducibili a imprese individuali intestate ai suoi familiari. Berardi è stato condannato con sentenza definiva, nel 2008, a 11 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio. Il quarantunenne, nel novembre del 2004, uccise con una coltellata vibrata al cuore Francesco Gioia, 18 anni. Il delitto avvenne davanti a una discoteca di Rende al termine di un banale litigio.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

 

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