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Comuni fermi sulla differenziata. Arriva il pugno duro della Regione Calabria

Le direttive dell’assessore all’Ambiente per le amministrazioni locali

La Calabria è ferma al palo sulla raccolta differenziata e la Regione corre ai ripari con una stretta nei confronti dei Comuni inadempienti: senza una causa di forza maggiore certificata dal Conai, «i gestori degli impianti Tmb pianifichino e predispongano l’invio degli scarti di lavorazione fuori regione a prezzi di mercato, con i costi a carico di tali Comuni». In buona sostanza, saranno le amministrazioni locali a dovere fare fronte ai costi dell’eventuale trasporto dei rifiuti fuori dalla Calabria. Le indicazioni sono contenute in una lettera firmata dall’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, e inviata al dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione, al Conai, ai gestori degli impianti Tmb, alle Comunità d’ambito, alla Città metropolitana di Reggio Calabria e a tutti i Comuni calabresi. L’iniziativa di De Caprio nasce dalla consapevolezza «del grave ritardo della Regione Calabria nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani, è necessario e urgente adottare misure tassative affinché tutti i 404 Comuni calabresi raggiungano nel breve periodo livelli importanti di raccolta differenziata con il conseguente beneficio della drastica riduzione dei rifiuti da conferire in discarica».

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