Sabato, 18 Settembre 2021
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LA SENTENZA

Blogger pestato per strada a Cosenza, condannato l’aggressore

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Inflitti 2 anni e 4 mesi a Marco Lucanto: partecipò alla spedizione punitiva contro Michele Santagata
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Marco Lucanto

La spedizione punitiva. Compiuta nel cuore di Cosenza ai danni del cronista e blogger Michele Santagata, firma di punta di “Iacchitè”, un sito d’informazione molto cliccato che ha la redazione in via Miceli, a poche centinaia di metri dalla Questura. Santagata, il 9 settembre scorso, lasciata la postazione di lavoro per sorbire un caffè in un bar poco distante, era stato improvvisamente aggredito e minacciato da due persone. Insulti, calci e pugni: poi una frase precisa che l’aggredito ha ascoltato e poi riferito alla Polizia. Uno dei “picchiatori” l’aveva invitato a levare dalla piattaforma del sito la foto del boss di Rende Francesco Patitucci e dell’avvocato Marcello Manna, suo difensore. L’aggressione, anche per le istintive urla di reazione di Santagata, aveva attirato l’attenzione della gente ch’era ferma davanti all’ingresso di un ufficio pubblico e la circostanza aveva indotto gli autori del pestaggio a desistere e allontanarsi a bordo di un’auto. Un’auto di cui Santagata ha memorizzato il numero di targa. Quando i due si sono allontanati, la vittima ha denunciato tutto agli investigatori della squadra mobile, diretti da Fabio Catalano. Santagata ha pure fatto ricorso alle cure mediche recandosi al pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata. Gli investigatori hanno immediatamente avviato indagini, acquisendo i filmati girati dalle telecamere posizionate nella zona e verificando chi fosse il proprietario dell’auto sulla quale gli aggressori erano andati via. Un dettagliato rapporto informativo è stato subito inviato al procuratore distrettuale di Catanzaro, Nicola Gratteri che, insieme all’aggiunto Vincenzo Capomolla e pm antimafia Vito Valerio ha assunto il coordinamento dell’inchiesta. Com’è finita? Con l’arresto di Marco Lucanto, di 30 anni, di Casali del Manco in provincia di Cosenza, e Antonio Procopio, di 33, di Gasperina in provincia di Catanzaro, identificati senza ombra di dubbio.
Lucanto, difeso dall’avvocato Sergio Sangiovanni, è stato condannato dal gip distrettuale, Valeria Valenzi, a due anni e quattro mesi di reclusione per aggressione aggravata dal metodo mafioso. La ricostruzione dell’accaduto fatta dal pm Vito Valerio ha convinto il magistrato giudicante. In processo, la vittima si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Nicola Mondelli. Procopio, invece, assistito dall’avvocato Antonio Lomonaco, comparirà davanti al Tribunale di Cosenza il 25 marzo prossimo per effetto del giudizio immediato chiesto dalla Procura. L’articolo firmato da Michele Santagata contestatogli dagli aggressori si riferiva alla storia del presunto aggiustamento del processo per omicidio che vedeva imputato il boss Patitucci.

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