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Strage di Duisburg, ecco perché Sebastiano Nirta è colpevole

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Depositate le motivazioni della condanna del 50enne di San Luca

«La Corte di merito, in sede di rinvio, è stata nuovamente investita dell’intero giudizio sulla responsabilità, così che, del tutto correttamente, si è pronunciata sul punto dell’attribuibilità del fatto all’imputato rivalutando globalmente il compendio probatorio, per come richiesto dalla sentenza di annullamento e in conformità ai principi di diritto». È quanto scrivono i giudici della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale lo scorso novembre hanno confermato la condanna all’ergastolo decisa dalla Corte d’Assise d’Appello nei confronti di Sebastiano Nirta (classe 1971), per l’accusa di omicidio pluriaggravato nell’ambito della “strage di Duisburg”, che ha segnato l’apice della faida di San Luca tra le opposte consorterie dei Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. Per la strage è stato condannato all’ergastolo anche Giovanni Strangio. La seconda sezione penale della Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dal pool difensivo di Nirta, composto dagli avvocati Vincenzo Nico D’Ascola, Antonio Russo, Francesco Siclari e Antonio Femia, che hanno sostenuto, in sintesi, che non vi erano gli elementi per ribaltare la sentenza assolutoria pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio nel luglio del 2015, in quanto «l’accertamento istruttorio espletato sulla traccia 710 non ha apportato elemento alcuno di novità indiziaria o probatoria». I motivi del ricorso sono stati respinti dai giudici del Palazzaccio, determinando in via definitiva la condanna all’ergastolo per il 50enne Nirta.

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