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PRESSING SINDACALE

Indennità Covid per i sanitari, arriva il decreto del Commissario ad acta

Queste risorse non erano state mai trasferite alle Aziende Ospedaliere e alle Asp
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I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Calabria, rispettivamente Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti

Il provvedimento di riparto delle risorse stanziate dal Governo nazionale con il Decreto Cura Italia (7.993.950 euro) e con il Decreto Rilancio (6.061.973,29 euro) è stato adottato. Dopo ben 7 mesi di “gestazione”, l’accordo sottoscritto il 6 luglio scorso dai segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Calabria, rispettivamente Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti, dopo una lunga e complicata trattativa culminata in varie manifestazioni e proteste, trova pratica attuazione nel Dca nr. 34 del 23 febbraio 2021, firmato dal Commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario, Guido Longo e dal Direttore Generale del Dipartimento regionale Salute, Francesco Bevere.

«Un accordo - si legge in una nota dei sindacati - che avrebbe dovuto trovare concreta attuazione entro il 30 luglio 2020 per quanto concerne la prima tranche di risorse stanziate dal Governo nazionale con il decreto Cura Italia. Ma stranamente queste risorse non erano state mai trasferite alle Aziende Ospedaliere e alle Asp. È stato necessario un forte pressing da parte delle tre sigle sindacali confederali che rappresentano il personale sanitario per riuscire a ottenere questo risultato che, seppur tardivo, riconosce un minimo ristoro a tutti quegli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19. I tre segretari si sono battuti affinché l’indennità Covid venisse riconosciuta indistintamente a tutto il personale sanitario impiegato nell’attività di contrasto alla pandemia, indipendentemente dal profilo professionale rivestito e dall’Area contrattuale di appartenenza e affinchè la differenziazione si fondasse solo in relazione all’ esposizione al rischio, stabilendo così di differenziare l’Indennità in tre fasce (1.830,24 euro per il rischio altro, 883,57 euro per il rischio medio e 252, 45 euro per il rischio basso). Basando questa scelta sull’inconfutabile assunto che la vita umana non è valutabile in base al profilo professionale o alla natura giuridica del rapporto di lavoro (a tempo indeterminato, determinato, flessibile, in convenzione)».

Il Dca n. 34 del 23 febbraio 2021 comprende altresì le ulteriori somme previste nell’Accordo del 6 luglio, i 2 milioni di euro stanziati dalla Regione Calabria a titolo di Risorse Regionali Aggiuntive, finanziate con il Por Calabria 2014/2020 Fesr-Fse e il cui iter di assegnazione è in corso di perfezionamento. «Risorse aggiuntive fortemente rivendicate dai tre segretari generali, Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti, e alla fine riconosciute, che vanno a incrementare le risorse stanziate dal Governo nazionale, portando così l’importo complessivo suddiviso fra le varie Aziende Ospedaliere e le ASP a 16.055.923,29 euro. Certo è poca cosa, rispetto ai rischi e ai disagi organizzativi e strutturali a cui sono stati esposti e continuano a essere esposti gli Operatori sanitari calabresi ma è un primo segno a testimonianza del loro valore e della loro dedizione al dovere. Va riconosciuto al Commissario Longo e al Dg Bevere di essere stati di parola, mantenendo fede all’impegno di risolvere il problema legato al mancato pagamento dell’indennità Covid, assunto con i Segretari confederali del pubblico impiego».

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