Martedì, 28 Settembre 2021
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L'INTERVENTO

Sanità Calabria, Giannuzzi (Confartigianato): cosa è stato fatto per evitare un nuovo lockdown?

«Al momento nulla più rispetto all'installazione degli ospedali da campo per salvaguardare la salute dei calabresi e fronteggiare un'eventuale nuova ondata»
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La vicepresidente Confartigianato imprese Catanzaro, Innocenza Giannuzzi

«Non bastava il Covid-19 a mettere in ginocchio il mondo intero, ci stanno pensando ora anche le varianti del virus a peggiorare la situazione! In particolar modo, quella inglese negli ultimi giorni sta incutendo grande timore, a tal punto che, secondo il Cts, non basterebbe più l'Italia a colori, ma impelle un nuovo lockdown totale, esattamente come quello di marzo scorso, che ha completamente frenato ogni più minimo slancio di quotidianità. E qualora ciò dovesse riaccadere, cosa ne sarà della nostra Calabria? Ma, soprattutto, nel frattempo cos'è stato fatto perché ciò non si verificasse nuovamente?». Lo ha affermato, in una nota, la vicepresidente Confartigianato imprese Catanzaro, Innocenza Giannuzzi.

«Beh, certo, sono stati installati - ha proseguito - gli ospedali da campo in questi mesi per salvaguardare la salute dei calabresi e fronteggiare un'eventuale nuova ondata! Nulla di più, a quanto pare, viste le recenti dichiarazioni del commissario alla sanità Guido Longo. Un commissario nominato dopo una lungo e sofferto toto-nomi, abbandonato in una terra in cui il sistema sanitario è quasi inesistente, a fronteggiare le necessità di una regione in completa solitudine e senza uomini a supporto del suo operato. E per quanto concerne i vaccini? La campagna sta procedendo con troppa lentezza e la nostra regione è l’ultima, a livello nazionale, col 63% di dosi inoculate: su 104.370 consegnate, ne sono state somministrate, infatti, solamente 65.750. Come si può sperare di superare una pandemia con questi presupposti? Forse quello che è sfuggito ai più - ha concluso Giannuzzi - è che non poteva bastare un nome per risollevare il "caso Calabria", ma idee da tramutare in fatti e azioni concrete, col supporto di una squadra che impiegasse tutte le proprie energie e la propria passione per ridare vita a questa terra dimenticata».

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