Giovedì, 28 Gennaio 2021
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MOLTI DUBBI

Coronavirus, Cgil Calabria chiede spiegazioni sulla campagna vaccinale

«Ad oggi, non ci risulta alcuna presa di posizione della Regione relativamente alla Pianificazione Vaccinale regionale, a partire dalla informativa da garantire ai cittadini calabresi»
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La Cgil Calabria chiede spiegazioni sulla campagna vaccinale anti coronavirus

«Come sarà organizzata la campagna vaccinale, quali saranno i punti vaccinali e con quale personale sarà garantita la somministrazione del vaccino, stante che quello che sarà reclutato attraverso l’affidamento del servizio in somministrazione opererà a regime nella fase più impegnativa che, al momento, viene indicata a partire da Luglio 2021». È questa la richiesta della segreteria regionale della Cigil Calabria indirizzata al Governo Regionale, al suo Dipartimento della Tutela della salute, alle Aziende Sanitarie Provinciali e non per ultimo al Commissario Longo di «renderci edotti rispetto alle nostre preoccupazioni, che sono anche di tutti i calabresi». La richiesta della Cgil deriva dal fatto che «al momento risulta lenta ed incerta la campagna per la vaccinazione e il Piano Nazionale anti-covid19 con responsabilità del governo centrale, che risulta aggravata in Calabria se si considera che, ad oggi, non ci risulta alcuna presa di posizione della Regione relativamente alla Pianificazione Vaccinale regionale, a partire dalla informativa da garantire ai cittadini calabresi. Quindi se si esclude l’avvio della vaccinazione rivolta al personale sanitario pubblico, nonché a quello delle strutture Socio-Sanitarie -Assistenziali ed ai relativi ospiti, per il resto non si ha contezza di come si procederà in favore delle categorie più esposte quali ad esempio gli operatori dei cosiddetti servizi essenziali. Ci sarebbe da commentare che emergono i consueti problemi della sanità calabrese, rispetto alla confacenza di una modalità organizzativa che seppure in una fase straordinaria, quella della pandemia, rispetto alla vaccinazione dovrebbe esprimere una capacità di attività ordinaria nell'ambito delle funzioni della prevenzione in grado di attenuare se non sconfiggere il contagio in atto. Infine vorremmo tanto non annoverare la Campagna Vaccinale anti-Covid 19 tra le storture ed i consueti ritardi della Sanità calabrese perché altrimenti ed ancora una volta, a pagare il prezzo della mancata tutela per diritto alla salute sarebbero i calabresi e tra questi quelli delle fasce più deboli. Anche per questi gravi motivi - conclude la segreteria regionale della Cgil - chiederemo un incontro al commissario Longo per fare il punto sia sull'attività anti-covid19 che sul resto delle attività della Sanità Regionale».

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