Lunedì, 27 Settembre 2021
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“LANDE DESOLATE”

Calabria, corruzione e abuso d'ufficio: assolto l'ex governatore Oliverio

La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato
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Mario Oliverio

Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza del Gup del Tribunale di Catanzaro, Giulio De Gregorio, per l’ex governatore Mario Oliverio accusato di corruzione e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Lande Desolate”. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato. La procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e otto mesi di carcere per l’ex presidente della Regione Calabria difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto. Oliverio era stato raggiunto anche, quando era ancora in carica, da una misura dell’obbligo di dimora. Misura prima confermata dal Tribunale della Libertà, poi annullata dalla Corte di Cassazione.

Il Gup De Gregorio ha anche deciso il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per l’ex consigliere regionale Nicola Adamo e la deputata dem Enza Bruno Bossio che avevano optato per il rito ordinario. Adamo e Bruno Bossio erano accusati di corruzione e difesi dall'avvocato Celestino. Rinvio a giudizio per gli atti co-indagati, il processo inizierà il 7 ottobre.

Oliverio: "Sono stati due anni di gogna mediatica. La giustizia finalmente è arrivata"

"E' una sentenza netta, chiara. La giustizia finalmente e' arrivata, in ritardo ma e' arrivata. Sono stati due anni di gogna mediatica, nei miei confronti".

Queste le parole dell'ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, dopo l'assoluzione decisa dal Gup di Catanzaro nell'ambito del processo, con rito abbreviato, "Lande desolate" che lo vedeva indagato per corruzione e abuso d'ufficio. "Ho speso la mia vita e il mio impegno politico e istituzionale - scrive Oliverio - avendo sempre come bussola la legalita', la correttezza amministrativa, il rispetto dei diritti e delle persone. Ho sempre combattuto in prima fila per il riscatto della mia terra e per la liberazione di essa da tutte le mafie e cricche affaristiche. Una mattina di Dicembre del 2018 e' come se il mondo si fosse capovolto. Nella mia funzione di massimo responsabile del Governo della Regione venivo sottoposto ad un provvedimento cautelare. Un atto grave - continua - non solo per la mia immagine, ma soprattutto per l'immagine della Calabria finita nel tritacarne mediatico e nella macchina del fango. Il solo pensiero che i calabresi, a partire da quelli che avevano riposto in me fiducia, potessero essere indotti a credere che il loro presidente avesse tradito la loro fiducia ed approfittato del ruolo che gli avevano conferito sono stati la piu' grave ferita e il piu' grande e insopportabile tormento della mia vita. Sono felice per i miei figli, per i miei cari, ma anche per i calabresi". Oliverio aggiunge: "Ora che si e' affermata la verita' e che la Giustizia, attesa da me in rispettoso silenzio, si e' imposta e' necessaria una riflessione approfondita. Non posso non ringraziare quanti mi sono stati vicino in questa fase difficile, ma soprattutto ringrazio i miei avvocati difensori Enzo Belvedere ed Armando Veneto che sin dall'inizio - scrive - hanno saputo impostare una linea difensiva argomentata e forte non solo della verita' quanto della lettura giusta delle carte processuali. Esse tutte sin dall'inizio mostravano la mia totale estraneita' agli addebiti mossimi con " grave pregiudizio accusatorio".

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